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Slayer

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Gli Slayer sono un gruppo thrash metal, formatosi a Los Angeles nel 1981, noto per il contenuto dei testi, che toccano argomenti riguardanti satanismo, nazismo, guerra, violenza e serial killers. Dall’inizio della loro carriera, sono sempre stati al centro delle polemiche, ricevendo una moltitudine di critiche per presunte idolatrie naziste e sataniste e la band è stata anche citata in vari episodi di cronaca nera, cosa che ha scatenato numerosi dibattiti sull’impatto della loro musica sui giovani.

Sono ritenuti tra i principali sviluppatori del loro genere, insieme a Metallica, Megadeth ed Anthrax.

Tratti distintivi della loro musica sono assoli veloci e caotici, rapidi groove batteristici, tremolo picking e doppia cassa martellante, peculiarità che hanno reso gli Slayer uno dei più importanti gruppi per lo sviluppo del metal estremo e il loro terzo album, Reign in Blood, è stato una profonda influenza per il death metal. A differenza della maggioranza dei gruppi thrash della loro era che negli anni intrapresero nuovi percorsi musicali, gli Slayer conservano tuttora il loro tipico stile, nonostante il cambio generazionale e l’arrivo di nuove forme musicali.[17] Si stima che abbiano venduto circa 15 milioni di album in tutto il mondo finora.

Innovazioni stilistiche (1996-2000)

Nel 1996 la band incise un disco di cover hardcore punk chiamato Undisputed Attitude, contenente anche tre brani inediti, due dei quali scritti da Hanneman a metà anni ’80. La scelta di fare un disco del genere fu contestata da molti fans e le vendite non furono buone.[41][42] Terminata l’incisione in studio, Paul Bostaph decise di dedicarsi ad un suo progetto chiamato “The Truth About Seafood” (progetto di breve vita dato che non arrivò mai alla pubblicazione di un album) e venne reclutato Jon Dette, proveniente dai Testament.

Gli Slayer con Dette si imbarcarono per l’Ozzfest del 1996, partecipando come “headliner” ed essendo secondi solo all’organizzatore Ozzy Osbourne. Appena tornati, Dette decise di andarsene (si pensa per vari scontri verbali con Araya) e il ruolo di batterista torna a tormentare la stabilità dell’organico. In questo periodo si vociferò, addirittura, che gli Slayer si sarebbero sciolti ma tutto ciò venne smentito immediatamente[43].

Dietro i tamburi tornò Bostaph, pronto per la composizione e l’incisione del nuovo lavoro, Diabolus in Musica nel 1998. Questo album vide una rilevante trasformazione stilistica: i brani divennero più lenti e oscuri, vennero sperimentate sonorità groove metal[44] e delle ritmiche thrash, che li avevano contraddistinti fino a quel momento, rimase qualche traccia.[45] Nonostante alcuni abbiano definito il disco creativo e aggressivo come in passato,[46] esso venne contrastato da molti fans della vecchia guardia. Nello stesso anno, il quartetto partecipa per la seconda volta consecutiva all’Ozzfest (nell’edizione tenutasi in Inghilterra) assieme a Pantera, KoЯn, Fear Factory e gli “headliners” Black Sabbath e Ozzy Osbourne.
[modifica] Il ritorno di Lombardo (2001-2005)
Dave Lombardo con gli Slayer nel 2009

Dopo questo esperimento criticato, fu distribuito sul mercato God Hates Us All nel 2001, disco nel quale il gruppo decise di abbandonare la nuova formula adottata e di riprendere le vecchie sonorità, anche se rimasero parvenze di sonorità groove.[47] L’album convinse certi fans delusi da Diabolus in Musica, ma per altri non fu così. Dopo la pubblicazione del lavoro, gli Slayer parteciparono al “Tattoo The Planet Festival” assieme a Pantera, Static-X e Biohazard, dopo che venne rimandato a causa degli attentati terroristici alle torri gemelle di New York, successi l’11 settembre 2001 (in questa data venne pubblicato God Hates Us All).

Nel dicembre 2001, Bostaph lasciò, improvvisamente, gli Slayer, durante il tour di God Hates Us All, probabilmente per problemi fisici ad un ginocchio. Dopo l’uscita di Bostaph, Lombardo (ormai divenuto un session man molto richiesto) venne chiamato temporaneamente dalla band per concludere il tour. Al termine di esso, Bostaph non fece più ritorno nel gruppo e questo avvenimento fece circolare dicerie riguardanti diverbi con i restanti membri degli Slayer. Invece, lo stesso batterista dichiarò di aver preso questa decisione per motivi artistici, interessato a cimentarsi con sonorità diverse.

Con l’addio di Bostaph partirono nuove audizioni. Joe Nunez dei Soulfly fu consigliato al gruppo da Lombardo ma King sostenne che Nunez non volle unirsi alla band perché sua madre non apprezzava le visioni antireligiose espresse nella loro musica. In seguito venne audizionato Kevin Talley (Dying Fetus, DÅÅTH), considerato un batterista talentuoso ma troppo giovane. Adrian Erlandsson dei Cradle of Filth non piaceva al chitarrista degli Slayer, poiché ritenne il suo tocco non sufficientemente pesante per la loro musica. King sostenne che Raymond Herrera dei Fear Factory avrebbe voluto unirsi a loro ma non lo ritenne un scelta adatta, poiché Herrera usa i trigger e il suo stile è prevalentemente basato sulle intricate diteggiature di doppia cassa e poco incentrato sull’uso dei rulli, cosa fondamentale per la musica degli Slayer.[48]

Successivamente si assiste ad un susseguirsi di conferme e smentite di un ritorno fisso di Lombardo negli Slayer e solamente nel 2002 arriva la dichiarazione ufficiale, Lombardo riapprodò stabilmente nel gruppo.[49] La band, tornata con la formazione originaria partecipa a festival come l’Ozzfest ed il Download Festival ed organizzò il “The Unholy Alliance”, tour intrapreso in Nord America ed Europa, dove gli Slayer vennero accompagnati da Slipknot e Hatebreed.

Nel novembre 2003 hanno pubblicato, per celebrare il ventennale della loro carriera, Soundtrack to the Apocalypse.

Senza categoria Giugno 26th 2011

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Limp Bizkit

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Le origini (1981-1982)

Il gruppo si formò nel 1981 ad Huntington Park, un sobborgo sudorientale di Los Angeles, ad opera dei chitarristi Kerry King e Jeff Hanneman. L’incontro tra i due fu fortuito. King, per caso, lo sentì suonare con alcuni suoi amici. Dopo essersi conosciuti, i due chitarristi, assieme al batterista di Hanneman, provarono alcuni pezzi dei Judas Priest e degli Iron Maiden.[18] Dopo un po’, King gli chiese di fondare assieme una band e Hanneman gli diede una risposta positiva.[18] Così King conobbe il suo futuro collega. Hanneman era anche un grande ammiratore dell’hardcore punk e i suoi gusti musicali contribuirono a formare lo stile del quartetto californiano.[19]

Successivamente, King contattò il bassista Tom Araya, con il quale aveva già suonato in un gruppo chiamato “Quits”. L’ultimo arrivato fu Dave Lombardo, ex batterista di “Escape” e “Sabotage” (questi ultimi solamente omonimi al gruppo metal italiano), che conobbe King mentre lavorava come fattorino per consegna pizze.[20] Completata la formazione, il ruolo di cantante venne affidato a Tom Araya (che divenne così bassista e cantante della band).

Inoltre, girano voci che Slayer sia l’acronimo di “Satan Laughs As You Eternally Rot” (Satana ride mentre tu marcisci eternamente).[senza fonte] Araya smentì che il nome della band derivasse da ciò, sostenendo che esso venne scelto per un semplice motivo, perché “straordinario e facile da cantare”. Successivamente, iniziarono ad esibirsi in vari locali nel sud della California, suonando, principalmente, cover heavy metal di Judas Priest, Iron Maiden e altri gruppi della NWOBHM.[21]
[modifica] Gli esordi (1983)
Jeff Hanneman

Nel mese di maggio del 1983, gli Slayer composero il loro primo demo, il quale conteneva i brani Fight ‘Til Death, Black Magic e The Antichrist; in seguito, inseriti nel loro disco d’esordio. Il 27 agosto 1983, il gruppo aprì uno show dei Bitch in un locale di Los Angeles chiamato “Woodstock” e, mentre stava suonando Phantom of the Opera degli Iron Maiden, venne notato da Brian Slagel,[22] titolare di una casa discografica appena nata denominata Metal Blade Records. Slagel ammirò con stupore la loro esibizione e, al suo termine, si recò nel backstage per invitare la band ad incidere un brano per la compilation pubblicata dalla sua label chiamata “Metal Massacre vol. III” (compilation dove compaiono altri gruppi, divenuti poi famosi, come Virgin Steele e Warlord). La band compose per l’album della Metal Blade il brano Aggressive Perfector.

Dopo aver firmato un contratto con la Metal Blade, gli Slayer rilasciarono sul mercato, nel dicembre del 1983, il loro debutto discografico: Show No Mercy, fortemente influenzato, a detta di Tom Araya, da Venom, Judas Priest, Iron Maiden e Mercyful Fate.[23]

I testi trattano argomenti di satanismo, con il Demonio che gioca un ruolo da protagonista nella maggioranza dei brani. Altro tema esposto è quello della seconda guerra mondiale con riferimenti al nazismo, in particolare nel brano The Final Command, il quale fece trasparire il sospetto che gli Slayer seguano dottrine nazionalsocialiste, che li accompagnerà per tutta la loro carriera. La produzione del disco fu finanziata da Tom Araya e dal padre di Kerry King ed esso, assieme a Kill ‘Em All dei Metallica, segnò la nascita del thrash metal.[24]
[modifica] L’ascesa (1984-1985)

Tramite Slagel, il quartetto intraprese il tour promozionale del disco, noleggiando un Van e usando anche, per problemi di spazio, la Chevrolet Camaro di Araya. I primi concerti degli Slayer furono caratterizzati da un’iconografia prettamente satanista e make-up horrorifico[25] (quest’ultimo fu abbandonato ben presto dalla band). Il tour, tuttavia, presentò vari problemi; gli Slayer vennero ben accolti, ma furono costretti a pernottare, in certe serate, a casa di alcuni spettatori per problemi di denaro. Oltre a questo inconveniente, al ritorno la band dovette subire la lamentela del suo produttore in quanto tutti i soldi che gli doveva non furono dati, perché i quattro li spesero in cibo e alcolici.

Completata la tournée, Kerry King, nel 1984, ricevette un’offerta da Dave Mustaine (ex chitarrista solista dei Metallica) per suonare negli esordienti Megadeth. King decise di accettare e ciò portò un malcontento nell’organico, temendo che egli sarebbe entrato in pianta stabile nel gruppo di Mustaine. King, invece, non abbandonò gli Slayer e la sua esperienza nei Megadeth durò molto poco. King suonò con il gruppo solamente in cinque concerti e se ne andò a causa di divergenze personali con Mustaine e per concentrarsi solamente sugli Slayer.[26] Nello stesso anno venne pubblicato un disco dal vivo chiamato Live Undead (su cui esiste incertezza che sia un vero live) e Haunting the Chapel, un EP contenente tre brani (che con la nuova versione, allegata a Live Undead, divennero quattro). In entrambe le produzioni, si iniziò a notare un ulteriore irrobustimento nel loro sound, con le chitarre abbassate di tonalità e con l’adozione della doppia cassa, che in Show No Mercy non c’era (fu Gene Hoglan, a quel tempo roadie della band, ad insegnare a Lombardo l’uso delle due casse).

Nel 1985, uscì il secondo album in studio, Hell Awaits, un disco che segnò un rilevante cambiamento stilistico del gruppo. La produzione è più pulita ed il suono diviene ancor più veloce e possente. Se Haunting the Chapel iniziò a distaccarsi dalle influenze della N.W.O.B.H.M. contenute in Show No Mercy, Hell Awaits delineò lo stile per cui gli Slayer sono noti al giorno d’oggi, uno stile che sarà da esempio per varie formazioni estreme venute dopo.[27] Nello stesso anno, la band partecipò al Combat Tour assieme a Venom ed Exodus, suonando varie date nel Nord America. Da alcune performance di questa tournée venne estratto l’home video The Ultimate Revenge, attualmente fuori catalogo. Durante una data di questo tour, Hanneman e Lombardo si trovavano dietro l’autobus dei Venom con Cronos e ad un tratto si presentò Araya totalmente ubriaco che chiese a loro dove si trovava il bagno. Cronos gli rispose “Qui, qui nella mia bocca!” ed il cantante degli Slayer urinò in testa al leader dei Venom, il quale gli scagliò un pugno in faccia. Dopo questo aneddoto, Araya fece il resto del tour con un occhio viola.[28]
[modifica] Il successo (1986-1987)
L’imponente “muro Marshall” degli Slayer

Dopo Hell Awaits, gli Slayer cambiarono casa discografica. Rick Rubin della Def Jam Records, seguiva la loro musica (fino a quel momento, la sua etichetta si occupò solo di artisti hip hop come LL Cool J e Beastie Boys). Dave Lombardo, venuto a conoscenza del suo interesse, entrò in contatto con lui grazie all’ausilio del fotografo Glen E. Friedman. Incontratisi durante una riunione tenuta da Slagel, gli Slayer e Rubin stipularono un contratto ed il gruppo entrò a far parte della sua label, in quel momento alla prima esperienza con un gruppo heavy metal.

Il 1986 vede l’uscita del terzo album in studio, Reign in Blood, il primo prodotto con l’ausilio di Rubin, uno dei più grandi dischi della storia del thrash metal.[29][16] Con questo album, il sound degli Slayer divenne ancor più duro ed essenziale, scarno. A differenza di lavori come Master of Puppets dei Metallica e Peace Sells…But Who’s Buying dei Megadeth, entrambi dischi più tecnici e melodici, Reign in Blood si distinse per la sua velocità esecutiva e per la sua brutalità sonora (la rivista Kerrang! lo definì “l’album più pesante di tutti i tempi”).[30] Alla sua uscita, il gruppo ricevette una moltitudine di accuse da parte dei media, perlopiù di simpatie naziste; parte della causa è Angel of Death,[31] oggetto di forti controversie ancora oggi e Reign in Blood, a causa dei suoi contenuti scabrosi, trovò difficoltà ad essere pubblicato, a causa anche della cattiva pubblicità fatta dalla P.M.R.C. di Tipper Gore.

Nonostante le critiche, l’importanza di Reign in Blood fu tale da essere tra i dischi che hanno dato vita al death metal,[17] ma anche da influenzare molti gruppi thrash e black metal venuti dopo.[32] L’album contiene classici come la già menzionata Angel of Death, Altar of Sacrifice, Criminally Insane e le conclusive Postmortem e Raining Blood, entrambe immancabili in ogni concerto della formazione californiana. Dopo aver intrapreso il tour del disco (Reign in Pain) con gli Overkill negli Stati Uniti e con i Malice in Europa, Dave Lombardo esce dal gruppo perché voleva dedicare più tempo a sua moglie.[33] Gli Slayer chiamarono immediatamente Tony Scaglione (preso in prestito dai Whiplash) che partecipò ad un’altra tournée con i W.A.S.P..[33] Finito il tour, Scaglione tornò nei Whiplash per dare spazio al ritorno di Lombardo, il quale venne convinto da sua moglie a tornare negli Slayer.
[modifica] Cambiamenti (1988-1991)
Kerry King

Nel 1988, venne pubblicato il quarto album, South of Heaven. Esso segnò un altro cambiamento: vennero rallentate le ritmiche e venne dato anche un piccolo spazio alla melodia, mantenendo però il sound sempre incisivo.[34] La composizione dei brani (dal punto di vista lirico) vide un’importante partecipazione di Araya. Il disco ebbe un buon riscontro, sebbene inferiore a Reign in Blood. Nello stesso anno, la band preparò il World Sacrifice Tour assieme ai Nuclear Assault, suonò poi con i W.A.S.P. e partecipò come band di supporto nel tour di Ram It Down dei Judas Priest.

Nel 1990 uscì Seasons in the Abyss per la nuova label di Rubin, la Def American Records (che successivamente cambiò il nome in American Recordings). Fu un grande successo nel suo genere ed il singolo War Ensemble divenne un punto fisso di “Headbangers Ball”, programma statunitense dedicato all’heavy metal, trasmesso da MTV in quel periodo.[35]

Con questo lavoro, gli Slayer confermarono la formula adottata da South of Heaven, brani con ritmiche sia veloci che più lente e un piccolo spazio per la melodia.[36]

Anche se vennero accennate già in Hell Awaits, la musica degli Slayer fu arricchita da tematiche sui serial-killers (Dead Skin Mask è un esempio), di cui se ne occupò principalmente Araya. Nello stesso anno il gruppo partì per il Clash of the Titans, tour mondiale in compagnia di Anthrax, Megadeth e Alice in Chains in Nord America e con Megadeth, Suicidal Tendencies e Testament in Europa. Le performance degli Slayer furono documentate nel doppio live Decade of Aggression (1991).[37]
[modifica] L’addio di Dave Lombardo (1992)

Terminata l’attività live, nella band ritornarono i problemi. Mentre tra Araya, King e Hanneman si creò un ottimo rapporto di amicizia e di cooperazione, Lombardo sembrò non essersi integrato bene con i suoi colleghi, riprendendo forti discussioni con loro. Egli uscì di nuovo dalla band, a causa di discussioni con gli altri membri contrari alla presenza di sua moglie nelle tournée.[38]

La partenza di Lombardo riportò il gruppo in uno stato di precarietà e i membri rimanenti si misero alla ricerca di un sostituto. Tramite il batterista John Tempesta, Paul Bostaph (ex Testament e Forbidden) ebbe modo di conoscere il guitar tech di King il quale lo presentò a quest’ultimo.[39]

Dopo un’audizione, gli Slayer lo ritennero il batterista adatto al loro sound e venne assoldato come sostituto di Lombardo. Bostaph aveva uno stile diverso da quello del suo predecessore; mentre il batterismo di Lombardo era più semplice e diretto, quello del suo sostituto era più tecnico e variegato.
[modifica] Gli Slayer con Paul Bostaph (1992-1995)
Gli Slayer all’Heineken Jammin’ Festival 2007

La band, con il nuovo arrivato, si preparò per l’edizione del Monsters of Rock del 1992 al Circuito di Donington Park, Inghilterra. A questa manifestazione parteciparono gli Slayer con Iron Maiden, W.A.S.P., Skid Row, Thunder e altre formazioni. Terminata l’attività dal vivo, la formazione si recò in studio per la registrazione del brano Disorder (suonato in compagnia del rapper Ice-T) per la colonna sonora del film Judgement Night. Il pezzo è un medley di tre brani degli Exploited: War, UK ’82 e Disorder (tratti da Troops of Tomorrow).

A distanza di quattro anni dall’ultimo disco in studio, uscì Divine Intervention (1994), un album molto feroce, decisamente più aggressivo del precedente Seasons in the Abyss,[17] in cui il batterismo di Bostaph ebbe una grande influenza.[17] L’album ricevette critiche positive e fu certificato disco d’oro.[40] Con Divine Intervention, uscito quando il thrash era ormai decaduto e generi come grunge e alternative rock erano il nuovo target dei discografici in quegli anni, gli Slayer non si distanziarono dal loro stile originario, contrariamente agli altri epigoni Metallica, Megadeth e Anthrax.[17]

Subito dopo l’uscita del disco, la band parte per il Divine Intourvention, assieme a Machine Head e Biohazard. L’attività live del gruppo continuò anche con la partecipazione ad altre due edizioni del Monsters of Rock; nel 1994 al “River Plate Stadium” di Buenos Aires (Argentina) con gruppi come KISS, Black Sabbath, Manowar e nel 1995 di nuovo a Donington con White Zombie, Metallica, Corrosion of Conformity e altri.
I Limp Bizkit sono un gruppo musicale rap metal[1] statunitense, formatosi a Jacksonville nel 1995.

Sono stati tra i primi gruppi del genere nu metal ad emergere dopo i suoi iniziatori Korn e Deftones[3][4] e sono stati anche tra i primi ad ottenere successo.[5] Hanno venduto più di 50 milioni di dischi[6], di cui 17 milioni nei soli Stati Uniti[7].
Gli inizi

Girano tuttora molte voci sull’origine del nome del gruppo, e su quella reale vi sono anche state parecchie discussioni. Secondo alcuni, tra cui il loro primo chitarrista Rob Waters, il nome “Limp Bizkit” fu usato da un amico per descrivere il cervello del vocalist Fred Durst (come un “limp biscuit”, cioè un “biscotto inzuppato”), dopo che quest’ultimo aveva fumato uno spinello di marijuana. Invece la stessa band sostiene di averlo scelto, più semplicemente, perché per loro sembrava il nome in apparenza più stupido. Secondo altre voci di vecchia data, “Limp Bizkit” è invece una storpiatura del gioco di parole “limp biscuit”, con riferimenti osceni.[8]

In gioventù Fred Durst si sentiva un emarginato, per il semplice motivo che adorava stili musicali tra loro differenti. Da un lato era appassionato di breakdance e seguiva artisti in ambito black music, come Michael Jackson ed Eric B. & Rakim. Dall’altro apprezzava andare in skateboard ed ascoltare gruppi metal come Suicidal Tendencies e KISS. Sia l’uno che l’altro fattore avrebbero influenzato le sue scelte musicali.

In tarda adolescenza si trasferì dal North Carolina a Jacksonville, in Florida. Lì Durst, reduce dall’esperienza con le band Split 26 e 10Ft Shindig, divenne amico di Sam Rivers. Sia Rivers, bassista metal alle prime armi, che suo cugino John Otto, batterista jazz e studente di arti drammatiche, erano molto appassionati di musica. Fred chiese a Sam se voleva associarsi a lui per una sessione ritmica, e il bassista accettò. Sam coinvolse nel progetto anche suo cugino John, e in breve si associarono nei Limp Bizkit. In origine Fred voleva anche suonare la chitarra, benché non l’avesse mai imparato. Poi mise l’idea da parte, e i tre assunsero come chitarrista Rob Waters.

All’inizio del 1995 registrarono il demo Mental Aquaducts, contenente rifacimenti di vecchi brani scritti da Durst, e subito dopo Waters lasciò la band. John Otto suggerì Wes Borland, vecchio amico di liceo, come suo sostituto ideale. Fred lo vide suonare nei club, e così decise anche lui di reclutarlo. All’inizio vi era qualche tensione da parte di Sam, per alcuni suoi vecchi screzi con Wes. Poi però furono tutti d’accordo, e per i tre valse la pena assumere il chitarrista. Fred si recò a Filadelfia, e affidò ai suoi compagni di band il compito di parlare con Wes, per convincerlo a entrare nel gruppo. Fred e Wes si parlarono per mezz’ora, e alla fine il chitarrista si aggregò ai Limp. Tornati a Jacksonville, i quattro sostennero la loro prima esibizione.

Furono i Korn a lanciare i Limp Bizkit.

Dopo alcuni concerti, Fred Durst incontrò i Korn nel dietro le quinte di una loro tappa in Florida e ne divenne amico. Fred si offrì di incidere alcuni tatuaggi a Reginald Arvizu e Brian Welch. Così Durst diede ai Korn il loro primo demo con Rob Waters, e i Korn alzarono le spalle dicendo che “non era niente di speciale”. Fu invece il secondo demo, inciso con Wes Borland, a convincere il gruppo californiano. La cassetta aveva in tracklist le prime versioni di ‘Counterfeit’, ‘Stuck’, ‘Stalemate’ e ‘Pollution’, che sarebbero state poi incluse in Three Dollar Bill Y’All. Reginald Arvizu passò il demo a Ross Robinson, allora produttore dei Korn, e così anche lui decise di lanciarli. Ross contattò i Limp Bizkit, e gli dichiarò la sua intenzione di lavorare per loro come produttore. Ad un concerto dei Garbage, Fred incontrò anche Jordan Schur, che ascoltò nella sua macchina la cassetta con Borland. Schur apprezzò il lavoro ed offrì ai Limp Bizkit l’occasione di firmare per la sua etichetta, la Flip. All’epoca i Limp si legarono anche agli House of Pain, per cui aprirono un concerto in Florida. Nel 1996 il gruppo di Everlast si sciolse, e il loro ex turntablist DJ Lethal decise di aggregarsi ai Limp Bizkit.

Prima che il gruppo firmasse per la Flip, Wes li lasciò per breve tempo. Si rifiutava di prendere pillole per le sue crisi depressive e perciò si scagliava con forza contro gli altri Limp, finché non si ritirò. All’inizio Fred voleva proseguire senza Wes, ma poi lui e gli altri compresero quanto servisse alla band e lo pregò di tornare. Il chitarrista risolse così i suoi problemi personali e tornò nel gruppo, in tempo per le registrazioni del primo album. Poco prima del ritorno di Wes, ai Limp fu offerto di firmare per la Mojo, sussidiaria della MCA. Osservandone le maggiori opportunità, decisero di lasciare la più piccola Flip. Durst chiamò Jordan Schur, e gli disse con rammarico della sua scelta e che si sarebbero recati a Los Angeles per firmare con la Mojo, a meno che il loro caravan non si fosse guastato. Ciò si sarebbe verificato davvero: infatti, durante il viaggio in Texas l’autista prese un colpo di sonno e il mezzo si ribaltò. La band ne uscì quasi illesa, e da allora Fred e compagni misero da parte l’idea di passare alla Mojo. I Limp e Ross Robinson ricontattarono Wes e lo richiamarono alla chitarra. Poi Fred supplicò Jordan Schur di “perdonarli per il loro errore”, e che quell’incidente era “un segno del destino””. La Flip pagò 200.000 dollari per la rescissione del contratto con la Mojo, e nelle sue file arruolò definitivamente i Limp Bizkit. Per le sue piccole dimensioni, la Flip strinse un accordo con la Interscope per la pubblicazione del loro esordio.
Three Dollar Bill Y’All

John Otto mentre suona la batteria.

Nel 1997 uscì Three Dollar Bill Y’All. L’album non ottenne grandi risultati su Billboard, ma grazie ai numerosi tour del quintetto le sue vendite aumentarono costantemente. L’aumento divenne più rapido dopo che i Limp Bizkit, sulla scia dei loro mentori Korn, promossero i brani su MTV, ma anche con il Family Values Tour e l’Ozzfest. Così Three Dollar Bill Y’All arrivò al 25º posto in classifica. All’Ozzfest in particolare stupirono gli spettatori, con una scenografia a forma di un’immensa toilette. All’inizio dello show i cinque sbucarono dagli angoli del finto bagno, e Fred esclamò:
« Proveniamo direttamente dalla fogna e siamo tutti dei pezzi di m***a. »

(Fred Durst)

I critici iniziarono a stroncarli non solo per questo, ma anche per il loro modo di dire ‘Di voi proprio non ce ne freghiamo’. Sam Rivers disse in proposito, ad MTV Driven:
« La nostra musica è carica di negatività, e dicendo ciò servite solo a dar fuoco a questo carburante. »

(Sam Rivers)

A suscitare l’interesse del pubblico fu anche la presenza scenica di Wes Borland, che già allora si truccava “da scimmia” in concerti e videoclip.

Il loro singolo d’esordio fu “Counterfeit”, ma il vero successo arrivò con un’umoristica cover di “Faith” di George Michael. Questa canzone apparve anche nella colonna sonora del film Cose molto cattive (1998), diretto da Peter Berg ed interpretato da Cameron Diaz e Christian Slater[9]. La loro versione di “Faith” fu arrangiata in soli 10 minuti. Three Dollar Bill Y’All ebbe un discreto successo, vendendo 3 milioni di copie in tutto il mondo, e negli Stati Uniti fu premiato dalla RIAA con 2 dischi di platino. A metà del 1998 Fred collaborò con i Korn al brano “All In The Family”, da Follow the Leader. L’album aveva anche un secondo disco, con 4 remix del demo per la canzone, e i video di interviste tra Fred, Wes e i Korn.

La band ideò all’epoca anche il tour Ladies Night in Cambodia. Fred si era accorto che molti giovani di sesso maschile arrivavano ai concerti, e voleva che vi fossero molte più ragazze. Così i Limp Bizkit permisero alle loro fan di passare liberamente alle loro esibizioni dal vivo, cosa mai fatta prima. Il tour che ne uscì fu di grande successo, e da allora anche molte ragazze parteciparono ai concerti del gruppo (anche se solo per quel tour ebbero accesso libero). Il set di queste esibizioni era rappresentato da una finta giungla (da cui ‘Cambodia’).

Inoltre Fred Durst allora aiutò ad emergere varie band, tra cui Staind, Cold, Puddle of Mudd e Taproot (che poi però rifiutarono di firmare per il cantante). Molti di questi artisti provano da allora ad affermarsi in modo indipendente, benché ammettano che i Limp Bizkit li abbiano in parte assistiti ed ispirati.

Three Dollar Bill Y’All e The Unquestionble Truth (Part 1) sono stati prodotti da Ross Robinson, gli altri tre album da Terry Date.
Significant Other, prime controversie

Sam Rivers mentre suona il basso al festival di Woodstock, nel 1999.

Nel 1999 i Limp Bizkit diedero alle stampe Significant Other, che fu il loro primo grande successo. L’album debuttò al primo posto di Billboard e ricevette giudizi positivi da fan e critici[10]. Nella prima settimana vendette 834.000 copie, e ad oggi ne ha vendute 14.300.000. Il singolo di lancio “Nookie” entrò ai primi dieci posti delle classifiche rock e rap. Poco dopo furono pubblicati, quasi contemporaneamente, altri tre singoli – “Break Stuff” (premiato come miglior video rock agli MTV Video Music Awards del 2000), “Re-Arranged” e la collaborazione con Method Man “N 2 Gether Now”. Quest’ultimo ottenne grandi risultati all’inizio del 2000, ed arrivò con successo nelle classifiche rock e rap e su Billboard. Il disco fu accolto dalla critica specializzata con un gran numero di recensioni positive.

Nell’estate dello stesso anno, il gruppo suonò al festival di Woodstock. Durante la loro performance si susseguirono tuttavia diversi episodi di violenza; in uno di questi alcuni fan gettavano tronchi di legno dai muri, mentre i Bizkit suonavano “Break Stuff”. Seguirono anche stupri e risse[11], e il giorno successivo vi furono di conseguenza anche incendi e saccheggi, mentre si esibivano i Red Hot Chili Peppers. Alcuni accusarono il gruppo di aver istigato questi atti, anche se Fred Durst ha dichiarato a più riprese che non volevano procurare alcun danno al concerto. Perciò il video per “Re-Arranged” inquadrava i Limp Bizkit sotto processo e puniti per il trambusto di Woodstock.

Nello stesso periodo iniziarono le controversie sulla band. Durst in particolare rimase coinvolto in faide verbali con Trent Reznor dei Nine Inch Nails (che indussero a pensare che il cantante usasse metodi “mafiosi” nell’industria musicale), gli Slipknot, Zakk Wylde, Eminem, i Placebo e Bruce Dickinson degli Iron Maiden. Ebbe anche scontri fisici con Scott Stapp dei Creed. Inoltre i Taproot rilasciarono, sul loro sito ufficiale, una risposta di segreteria telefonica che Durst aveva lasciato al gruppo: in esso il cantante diceva di “voler vendicarsi”, per il fatto che i Taproot avevano rescisso il contratto con l’etichetta dei Bizkit.
Chocolate Starfish and the Hot Dog Flavored Water

Il 17 ottobre 2000 uscì Chocolate Starfish and the Hot Dog Flavored Water, di cui furono vendute più di un milione di copie negli Stati Uniti durante la prima settimana di uscita (record imbattuto per un album rock)[senza fonte], e che in totale ne ha vendute più di 18 milioni. Il disco fu lanciato dal singolo “Take a Look Around”, già nella colonna sonora di Mission: Impossible 2. Seguirono “Rollin’ (Air Raid Vehicle)” (che fu premiato come miglior video musicale del 2000), accompagnato da un video girato al World Trade Center, e “My Generation”. Una hit minore fu il remix di “Rollin’”, con Method Man, Redman e DMX. Il quarto singolo, “My Way”, fu usato come brano di apertura per il WrestleMania X-Seven. Come ultimo singolo venne scelto “Boiler”, tramite un sondaggio ai fan sul sito ufficiale.

Malgrado il suo successo commerciale, l’album ricevette giudizi mediocri da molti critici[12]. Alla fine del 2000 il gruppo partì per il tour Back to Basics, sponsorizzato da Napster.

In un’intervista nel 2001, Borland sostenne di non essere per nulla soddisfatto del suo lavoro con i Bizkit. Nell’estate dello stesso anno li lasciò e cominciò a lavorare con i Big Dumb Face[13]. Non pochi espressero disappunto per questa sua separazione, dato che Wes era molto stimato per la tecnica chitarristica e la presenza scenica.

Oltre che da Borland il gruppo, e più in patricolare Fred Durst, perse le confidenze che c’erano prima con Eminem. Questa faida colpì molto i fans, sia di Eminem che dei Bizkit; infatti, tra la band e il rapper c’erano sempre stati rapporti di collaborazione o anche di vera e propria amiciza, in questo caso solo con Fred Durst. I motivi di questa spaccattura li rivelò Eminem, dicendo che i Bizkit accettarono di scrivere un diss contro Everlast, in quel momento in faida con Mathers. Ma proprio il periodo in cui Eminem si aspettò di vedere questa canzone, Fred Durst si tirò indietro dicendo di non volersi mettere in mezzo. In più in un’intervista, DJ Lethal dichiarò che “Everlast avrebbe fatto il c**o a Eminem” e che quest’ ultimo non si sarebbe dovuto mattere in mezzo. Eminem andò su tutte le furie dopo questa affermazione e scrisse un diss contro i Limp (“Girls”) e in particolare a Durst e Lethal dicendo che tutto il gruppo sparlava di lui alle sue spalle. In più alla fine della canzone Eminem disse a Fred Durst un fatto degli MTV Video Music Awards del 2000: “…oh, by the way Fred that wasn’t an incident I didn’t mean to give you a play at the Musica Awards…”. Infatti durante l’esibiione di The Real Slim Shady, Eminem camminò in mezzo alla folla e proprio nel preciso momento in cui la canzone parla di Carson Daly e Fred Durst riguardo a una loro relazione con Christina Aguilera, lo “Slim Shady” passa vicino ai due e diede il cinque solo a Daly evitando la mando di Fred. D’altra parte, però, Durst dopo essersi accordato con Eminem contro i diss di Christina Aguilera, si esibì la sera stessa con quest’ultima e questo non piaque molto a Mathers. Eppure, tra i Bizkit e Eminem c’era stata sempre molta collaborazione, lo dimostrano le canzoni “Our House” e “Turn Me Loose” entrambe fatte insieme; ma anche due diss di Eminem ai danni di Everlast (“I Remeber” e “Quitter”), dove Mathers elogia il rock rap dei Limp Bizkit e di Kid Rock. Ma anche Durst scrisse una canzone (“Show Me What You Got”) dove cita ironicamente la pazzia di “Slim Shady”, dicendo che non ci sono cure per il suo cervello. E tra l’ altro Durst è apparso nel clip video di “The Real Slim Shady” e Eminem in quello di “Break Stuff”. In questo momento non si sanno ancora bene gli sviluppi della faida, ma Durst ha dichiarato che non risponderà mai alla provocazione di Eminem, perché ha detto di rispettarlo e lo ha definito geniale.
Big Day Out

Nel 2001 i Limp Bizkit parteciparono anche al festival Big Day Out, a Sydney (Australia). Durante la loro performance, la giovane Jessica Michalik fu colpita da un attacco cardiaco mentre i fan correvano e saltavano in platea. I responsabili della sicurezza e i testimoni sostennero che Fred Durst avesse raccomandato agli spettatori di agitarsi con più violenza possibile, senza però riuscire a calmarli. Jessica fu dichiarata clinicamente morta dopo che i buttafuori l’avevano fatta uscire dal concerto; riprese però conoscenza con pompaggio di aria nei suoi polmoni, e con un’iniezione cardiaca di epinefrina da parte dei paramedici. Dopo essere stata condotta con urgenza al Sydney’s Concord Hospital, vi morì poche ore dopo. Durst rilasciò al riguardo dichiarazioni contraddittorie al programma tv Access Hollywood: disse di “essersi recato al capezzale di Michalik” e di “aver espresso cordoglio con i suoi genitori per la vicenda”, mentre la polizia sosteneva che “il cantante non avesse fatto nulla”. Trenta fan furono curati per ferite minori nelle tende mediche del festival.

Durst si rifiutò di volare verso l’Australia, per non sostenere in tribunale il processo sulla morte della ragazza[14]. Diceva di essere un “passeggero ansioso” e “che non avrebbe potuto includere questa vicenda nei propri programmi”, anche se chiamò a testimoniare alcuni manager del suo gruppo. Durante l’udienza dichiarò, via connessione video dagli Stati Uniti, che aveva avvertito gli organizzatori del concerto e il promotore Vivian Lees dei potenziali pericoli per ogni misura minima di sicurezza; inoltre disse che i Limp Bizkit stessi “si sarebbero ritirati” se ciò non fosse stato fatto in modo appropriato. Gli avvocati del Big Day Out tentarono di dare torto ai Limp, perché non smettevano di suonare prima di ricevere notizie dell’accaduto. Chitarrista, bassista e batterista si erano fermati, ma DJ Lethal continuava a trasmettere un loop creato al computer. Oltre a dichiarare che Lethal aveva smesso anche lui prima di attaccare l’interludio, Durst ammise che quel loop sarebbe servito a calmare la folla.

La corte d’appello concluse che la band “avrebbe potuto fornire più aiuti in sforzi per soccorrere la ragazza”. Le pratiche di sicurezza dipendenti dall’azienda organizzatrice del festival, la Creative Entertainment Australia, subirono le accuse più infamanti. Dopo aver visto i video della vicenda ed ascoltato i testimoni, il pubblico ufficiale Milledge disse peraltro che c’era una densità pericolosa di folla, sullo stage del concerto[15].
[modifica] New Old Songs

Con la perdita nell’estate del 2001 del chitarrista Wes Borland, i Limp Bizkit pensarono che fosse meglio, per intrattenere i fan, pubblicare un disco con le loro canzoni in versione remix. E così il 4 dicembre 2001 uscì New Old Songs. Il disco era etichettato come gli altri tre dalla Flip/Interscope. L’album andò discretamente: vendette 2.000.000 di copie e si classificò al numero 17 nelle classifiche statunitensi, e riuscì perfino ad essere premiato come disco d’oro. Nella Billboard 200 il disco si classificò al 26º posto, e fu tainato da un unico singolo, cioè un remix di “My Way” realizzato da William Orbit. Al disco parteciparono anche P.Diddy e i Neptunes.
Results May Vary

Nel 2002 i Limp Bizkit aprirono le audizioni “Put Your Guitar Where Your Mouth Is”[16], per la ricerca del nuovo chitarrista. Durst annunciò all’inizio che voleva chiamare una donna o più di due nuovi membri alle chitarre[17]. Alle audizioni vi arrivarono in centinaia, ma vi fu anche qualche controversia perché si diceva che tutti i concorrenti dovevano firmare un documento che riconosceva ai Limp Bizkit la totale proprietà dei loro riff. Fred Durst disse sul sito ufficiale del gruppo che era solo una procedura formale, così che le somiglianze di ogni persona potessero essere usate in un eventuale documentario[18]. Ad ogni partecipante fu permesso solo un minuto di prova. In finale arrivarono Monte Lee Pittman, Anousch e Jonas Anderson. Anche Christopher Arp degli Psyopus partecipò alle audizioni, come ha sostenuto alla rivista Terrorizer. Eddie Van Halen, amico della band, provò per scherzo a suonare per loro.

Il 7 marzo 2003 i Limp Bizkit annunciarono che si sarebbero di nuovo esibiti dal vivo, a WWE WrestleMania XIX (tenutosi il 30 marzo[19]). Continuarono inoltre ad apparire in concerto, anche senza chitarrista. Sul sito ufficiale Durst scrisse in seguito:
« A fine settimana suoneremo a Wrestlemania. Alle chitarre ci saranno Head dei Korn e Mike Smith degli Snot. »

(Fred Durst)

Insieme ad Head i Limp Bizkit suonarono all’evento l’inedita “Crack Addict”, che contrariamente ad alcune voci non entrò a far parte del loro quarto album.

Allora Durst parlò di molte collaborazioni con altri chitarristi, per le canzoni sull’album. Tra questi vi furono Rivers Cuomo dei Weezer, Page Hamilton degli Helmet, Al Jourgensen dei Ministry e Brian “Head” Welch dei Korn. Quest’ultimo scrisse in parte il testo di “Build a Bridge” e vi suonò la chitarra, mentre gli altri non furono chiamati.

Per motivi ancora ignoti, i finalisti di “Put Your Guitar Where Your Mouth Is” furono scartati a favore di Mike Smith. Inoltre la band accorciò il proprio logo in limpbizkit, primo dei loro temporanei cambiamenti di stile.

In estate partirono per il Summer Sanitarium Tour 2003, insieme a Metallica, Linkin Park, Mudvayne e Deftones.

Prima dell’uscita del nuovo album, avevano già scritto canzoni nuove. Con Mike Smith alla chitarra, il gruppo decise di tornare in studio per registrare altri brani. Dopo vari rinvii e cambi di titolo, il 23 settembre 2003 uscì Results May Vary, con Smith e il bassista Rivers a dividersi la chitarra. Il disco ebbe un medio successo, vendendo 5.000.000 di copie nel mondo. Negli USA fu premiato con un disco di platino e rimase in classifica per quattro settimane. Molte canzoni di “Results May Vary” erano ballate oppure non avevano parti rappate, cosa non molto apprezzata né dai fan né dai critici[20]. I giudizi furono però anche altalenanti, positivi da Rolling Stone e negativi da Playlouder[21]. Yahoo! Launch lo etichettò come ‘uno sguardo atterrito nella cultura vuota del XXI secolo’[22], ed All Music Guide lo accusò di ‘completa mancanza di forma e direzione sonora’[2]. Il singolo di lancio fu “Eat You Alive”, che arrivò al 20º posto in classifica accompagnato da un video con gli attori Thora Birch e Bill Paxton. Il singolo “Behind Blue Eyes”, cover di un celebre brano degli Who, ebbe successo moderato in radio con un video al quale partecipò anche Halle Berry e venne utilizzato come colonna sonora nel film Gothika. “Build a Bridge” fu il brano di entrata per il programma tv Survivor Series pay-per-view nel novembre del 2003, ma a causa dell’abbandono di Smith non uscì ufficialmente come singolo[23]. La canzone “Almost Over”, anche se non pubblicata come singolo, arrivò al 40º posto delle classifiche rock. Allo stesso periodo risalgono anche gli inediti “Just Drop Dead”, “Armpit”, “Let It Go” e “Shot”, e la cover di “Welcome Home (Sanitarium)” dei Metallica.

Durante un concerto a Milano nel 2004 reinterpretarono dal vivo “You Know You’re Right” dei Nirvana, in memoria del decennale della scomparsa di Kurt Cobain.
The Unquestionable Truth (Part 1), Greatest Hitz

Nel luglio del 2004 iniziarono a girare varie voci, sul ritorno nel gruppo di Wes Borland. L’8 luglio un fan site rilasciò una dichiarazione ufficiale secondo cui Borland stava con i Limp Bizkit a registrare materiale nuovo, a Londra. Sul loro sito ufficiale apparvero anche delle foto che mostravano i cinque di nuovo insieme al lavoro, e fu disponibile anche un video in studio in cui eseguivano The Truth. Durst disse del ritorno di Borland:
« Siamo molto contenti che Mike se ne sia andato. Siamo persone sincere con le nostre famiglie e i nostri istinti, e in ogni momento ci affidiamo del tutto alle nostre intuizioni. Così ci siamo resi conto che Mike non faceva per noi. Ci siamo divertiti per aver suonato con lui, ma in cuor nostro abbiamo sempre saputo che con noi Bizkit non si trovava a proprio agio. »

(Fred Durst[24].)

A quel punto ripresero anche la loro denominazione originale.

Due mesi prima della pubblicazione di The Unquestionable Truth (Part 1), un video porno artigianale con Fred Durst fu diffuso illegalmente su Internet. Il gruppo dei T Mobile Terrorist si dichiarò responsabile della vicenda, ma poi Durst disse ad MTV che era stato notato da “un uomo passato a riparare il suo computer”, che poi copiò il video e lo diffuse in rete[25]. Un’azienda chiese al cantante se voleva vendere ufficialmente il film, ma poi Durst si rifiutò ed intraprese un’azione legale contro l’hacker.

Il gruppo tornò in studio con Ross Robinson, che gli aveva già prodotto Three Dollar Bill Y’All. Insieme realizzarono l’EP The Unquestionable Truth (Part 1). Il batterista John Otto contribuì ad una sola traccia per motivi personali, mentre al resto lavorò Sammy Siegler.

The Unquestionable Truth (Part 1) fu pubblicato il 3 maggio 2005 senza effettuare alcun tipo di pubblicità. Proprio per questo il disco vendette poco più di 1.000.000 di copie, ed arrivò al numero 24 di Billboard. La RIAA non lo certificò né come disco d’oro né di platino[26]. Ha anche ricevuto critiche mediocri, ed alcuni accusavano Durst di imitare Zack de la Rocha, vocalist dei Rage Against the Machine[27].

L’8 novembre 2005 uscì Greatest Hitz. La raccolta conteneva i singoli più noti del gruppo floridiano, dai primi 4 album; vi era anche un DVD, in cui c’erano i video per quasi tutti i loro brani più noti. L’album ebbe un’elevata promozione da parte della loro etichetta, anche se a più riprese Durst ha sostenuto che non aveva alcuna voglia di pubblicare un greatest hits[28]. La raccolta arrivò 47ª in classifica, vendendo più di 2.000.000 di copie; nella sua lista tracce c’erano anche “Why” e “Lean On Me”, scartate da Results May Vary a favore di canzoni più abrasive[29], e un medley tra “Bittersweet Symphony” dei Verve ed “Home Sweet Home” dei Mötley Crüe, che come singolo non ebbe molto successo. Nemmeno Wes Borland apprezzò l’idea di pubblicare Greatest Hitz, dichiarando:
« Greatest Hitz è solo una schifezza e uno spreco di soldi.[senza fonte] »

(Wes Borland)
Il dissidio tra Wes Borland e la band e il loro apparente scioglimento (2006/2009)

Fred Durst al film festival di Tribeca nel 2008.

Wes Borland aveva parlato numerose volte dei Limp Bizkit, anche in un’intervista ad MTV nel marzo del 2006: lì annunciò che il gruppo era in ‘silenzio prolungato’[30]. In altre occasioni aveva dato la falsa notizia del loro scioglimento e che non avrebbero pubblicato The Unquestionable Truth (Part 2). A sorpresa Durst e il resto della band smentirono pesantemente le dichiarazioni di Borland, iniziando guerre verbali sul futuro del gruppo floridiano. Il cantante assicurò alla stampa che The Unquestionable Truth Part 2 sarebbe uscito e che i Bizkit avrebbero promosso l’album con un altro tour, ma con canzoni non tutte suonate insieme al loro ex chitarrista.

Durante il periodo seguente, cioè tra il 2006 e il 2009, tutti i componenti della band si sono dedicati a progetti personali. Fred Durst è diventato regista, coronando così il sogno della sua vita, dirigendo due film intitolati “The Education of Charlie Banks” (vincitore del Tribeca Film Festival) e “The Longshot” (con Ice Cube). DJ Lethal, con gli ex House of Pain he creato un nuovo progetto Hip-Hop, chiamato La Coka Nostra. John Otto insieme a degli amici e musicisti ha fondato gli Stereochemix e ha anche collaborato per il progetto solista di Scooter Ward (cantante dei Cold, The Killer And The Star). Sam Rivers ha continuato la sua attività di produttore nella città di Jacksonville, partecipando a qualche live dei Burn Season. Wes Borland invece ha potuto creare il gruppo dei suoi sogni, dandogli il nome di Black Light Burns, un progetto Industrial Rock/Metal che lo vede come unico membro fisso della band.

All’inizio del 2008, sì è iniziato a parlare di un possibile ritorno di Wes Borland nei Limp Bizkit, smentito seccamente dal diretto interessato[31] salvo poi smentire quelle dichiarazioni annunciando il ritorno ufficiale nei Limp Bizkit[32].
Eventi recenti

I Limp Bizkit durante un concerto a Parigi nel 2009.

Il 31 marzo del 2008 esce il secondo DVD dei Limp Bizkit, intitolato Rock Im Park 2001, il loro primo DVD Live, dove si esibiscono in uno dei loro più famosi concerti, quello del Rock Im Park in Germania del 2001.

Il 12 febbraio 2009 i Limp Bizkit hanno annunciato il proprio ritorno con la lineup originale, Wes Borland compreso, a grande sorpresa.[32] La band ha così annunciato che uscirà un nuovo album con un nuovo tour, a partire dalle tappe in Europa (Rock Am Ring[33]) nel periodo estivo. I Limp Bizkit sono stati in Italia a giugno in occasione del Rock In Idro.[34]

Il 27 ottobre 2009 Fred Durst ha aggiornato i fans sulla realizzazione del nuovo album, definendolo “il nostro album che creerà più dipendenza” e premettendo un nuovo tour mondiale.[35]

Il 30 novembre 2009 la band annuncia il titolo del prossimo album Gold Cobra, che ha intenzione pubblicare nell’estate del 2010,[36] , il cantante Fred Durst ha affermato su Twitter che l’album verrà pubblicato ufficialmente il 28 Giugno 2011.

Senza categoria Giugno 24th 2011

Skid Row

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Gli Skid Row sono una heavy metal[6] band fondata a Toms River, New Jersey nel 1986[6].

Gli Skid Row furono una tra le ultima band hair metal a raggiungere un grande successo prima che il Grunge prendesse il sopravvento nei primi anni novanta. Mentre il loro debutto omonimo presentava classiche sonorità Pop metal che gli permisero di ottenere una grande popolarità mainstream, i lavori successivi, Slave to the Grind (1991) e Subhuman Race (1995) si distaccarono nettamente dallo stile pop-metal virando su un suono più duro[1].

I primi due album pubblicati, l’omonimo Skid Row (1989) e Slave to the Grind (1991), sono considerati tutt’oggi come i migliori lavori della band.Gli Skid Row

Le origini

Gli Skid Row furono un progetto nato nel 1986 a Toms River, New Jersey[6] dall’unione del chitarrista Dave “The Snake” Sabo ed il bassista Rachel Bolan. Sabo, conosciuto come Snake per gli amici, era cresciuto con il suo vicino e compagno di scuola Jon Bon Jovi a Sayreville, New Jersey[7]. Il chitarrista infatti aveva collaborato con lo stesso Jon Bon Jovi in un paio di band prima che questo fondasse i Bon Jovi nel 1983. Sabo fece anche parte della primissima incarnazione degli stessi Bon Jovi[8], prima che subentrasse al suo posto Richie Sambora. Snake inoltre militò in precedenza in altri gruppi occasionali. Aveva avuto un’esperienza di 5 anni in una band che vedeva all’interno anche i futuri membri dei Britny Fox Billy Childs e Johnny Dee[7].

Bolan e Sabo si conobbero nei metà anni 80, al Garden State Music Store, un negozio di dischi dove quest’ultimo lavorava. Snake ricorda che Rachel si recava spesso al negozio per comprare delle corde[9] per basso. Rachel era il suo vero nome, dato dai suoi genitori in ricordo del nonno portoghese, mentre il cognome, fu un tributo a uno dei suoi idoli, Marc Bolan, il leader dei T. Rex[9]. Realmente il vero nome di Bolan era James Southworth[8]. Il bassista all’epoca suonava in una band chiamata Godsend, nel quale figurava anche Scotti Hill[9]. In poche settimane, i due reclutarono proprio il secondo chitarrista Scotti Hill e il batterista Rob Affuso. Hill si era spostato da Middletown, New York, mentre Affuso frequentava l’università a New York e viveva a Wallkill, New York, dove suonava la batteria in una tribute band dei Rush chiamata Minstrel[9].

(EN)

«We thought up the name when we were driving down the Garden State Parkway” Sabo recalls, “We were on our way to practice, trying to think of what to call ourselves, and we saw tire marks on the road from an accident“. I think I said, “Skid Marks” e Rachel said, “Skid Row“. That name was better than the others they considered. “For a while we thought of calling ourselves Darkness, after an Aerosmith song” says Sabo. “Can you imagine calling ourselves Darkness?[9] »
(IT)

«Stavamo pensando al nome mentre guidavamo nella Garden State Parkway” disse Sabo, “Stavamo andando a provare, cercando di pensare a come avremmo potuto chiamarci, e vedemmo dei segni lasciati da degli pneumatici sulla strada in seguito ad un incidente“. Sabo disse, “Skid Marks” e Rachel, “Skid Row“. “Questo nome era migliore degli altri che avevamo preso in considerazione“. “Per un istante abbiamo pensato a denominarci Darkness, per via di una canzone degli Aerosmith” disse Sabo. “Potete immaginare se ci fossimo chiamati Darkness?” »

Dall’inglese, Skid Row significa un’area o una strada urbana malandata, decadente e in rovina, spesso popolata da gente povera, alcolizzati e drogati. Curiosamente esisteva già un’altra band irlandese chiamata Skid Row, formata nel 1967, che era composta da Phil Lynott e Gary Moore prima che questi fondassero i Thin Lizzy. Questa band però si sciolse nel 1972 dopo aver pubblicato un paio di album[10]. E fu proprio da questa che il nome venne ispirato.

(EN)

« Back in 1987 when I joined the band, yes it was already called Skid Row. I did not think up the name. But the fact is we bought the name ‘Skid Row’ from legendary British Guitar hero Gary Moore. His band ‘Skid Row’ was around in the early seventies & Gary Moore owned the name when we started in 1987. When the guitar player, bass player & myself all got signed to Atlantic (only 3 out of 5 members of the band were actually signed to the label ), Gary Moore heard about it & said we could have the name for $35,000 US Dollars. Snake & Rachel walked into rehearsal & said “We have to pay Gary Moore 35 grand to use the name” & so we, as a band, bought the name from Gary Moore. We were all glad to do it because it is a great name for a band. I remember looking at Scotti & Rob saying “wow, thats alot of $ but we gotta do it!” What I did not know was that Snake & Rachel put only their names on the copywrite / trademark of the name. No other members of the band has ownership of the name, even though 3 of us were signed to Atlantic.[11] »
(IT)

« Tornando al 1987 quando io raggiunsi la band, si, si facevano già chiamare Skid Row. Non avevo pensato al nome. Ma il fatto è che noi avevamo comprato il titolo “Skid Row” dal leggendario guitar hero britannico Gary Moore. La sua band Skid Row era attiva attorno ai primi anni settanta e Gary Moore possedeva i diritti sul nome quando noi iniziammo nel 1987. Quando il chitarrista [Sabo], il bassista [Bolan] ed io stesso, firmammo per la Atlantic (soltanto 3 su 5 dei membri della band erano realmente sotto contratto con la label), Gary Moore venne a sapere di questo e disse che avremmo potuto ottenere i diritti sul nome per 35.000 dollari americani. Snake e Rachel vennero nella sala prove e dissero: “Dobbiamo pagare a Gary Moore 35 mila dollari per ottenere il nome” e così noi, come band, comprammo il nome da Gary Moore. Eravamo tutti felici di farlo perché era un gran bel nome per una band. Ricordo che Scotti e Rob dissero: “wow, sono un bel po’ di soldi ma dobbiamo farlo!” Quello che non sapevo era che Snake e Rachel registrarono solo i loro nomi nel copyright del gruppo. Nessun altro membro aveva diritto al possesso del nome, anche se tre di noi avevano firmato per la Atlantic. »

Il quartetto del New Jersey passò quindi alla ricerca del frontman. Cercare il giusto vocalist fu molto dura. Infatti il primo cantante ingaggiato non fu la scelta definitiva del quartetto. Ma serviva loro un membro con urgenza, poiché, tramite Jon Bon Jovi, il famoso manager Doc McGhee si era detto interessato a lavorare con il gruppo, ma questo insistette nel far loro cambiare vocalist[9]. McGhee, oltre ad essere manager dei Bon Jovi, gestiva anche altri gruppi come i Mötley Crüe[12]. I membri passarono 8 mesi alla ricerca di un nuovo cantante. Inoltre avevano già composto gran parte del materiale che sarebbe apparso sul futuro debutto, come i brani Youth Gone Wild, 18 and Life e I Remember You[9]. La prima scelta cadde sul vocalist di Philadelphia John Corabi, ma questo rifiutò per portare avanti i suoi progetti a Los Angeles[7] (in seguito questo otterrà un certo successo come membro dei The Scream, Mötley Crüe e Ratt). Altri possibili candidati al ruolo di frontman erano Robert Mason (più tardi membro dei Lynch Mob e oggi nei Warrant) e Richard Black degli Shark Island. Quest’ultimo aveva collaborato con Sabo, con cui compose la traccia “Somebody Falling” che venne inclusa nel disco degli Shark Island Law of the Order (1989)[13]. Infine la band venne per un breve periodo fronteggiata dall’ex membro degli Anthrax Matt Fallon, ma non convinti delle sue prestazioni, i membri lo scartarono[7]. Successe un certo Joey D’angeli, che rimase nella formazione per soli due mesi[14]. Quest’ultimo successivamente entrò in un gruppo di New York, i Roxx, band all’epoca sconosciuta che pubblicò solo negli anni 2000 delle raccolte di vecchio materiale per la Perris Records. Frustrati per non riuscire a trovare il quinto membro, i quattro formarono addirittura un gruppo provvisorio per svagarsi, suonando cover dei Ramones e dei Sex Pistols, denominandosi This Blows[9]. Infine il quartetto completò la formazione con un giovane ragazzo canadese chiamato Sebastian Bierk, che aveva però adottato lo pseudonimo di Sebastian Bach da quando aveva 15 anni[9]. Questo affermò che adottò questo soprannome perché Bierk faceva rima con jerk (in italiano antipatico, idiota) e perché recentemente il famoso compositore Johann Sebastian Bach aveva compiuto il suo 300º compleanno[9]. Sebastian Bierk era nato alle Bahamas, dove crebbe. Poi si spostò a Humboldt County, California dove il padre inseganava arte al college[15], e infine Peterborough, Ontario, Canada[9]. Il cantante era reduce dallo scioglimento della sua band precedente, i Madam X[7], gruppo nel quale per un periodo militò la futura batterista delle Vixen Roxy Petrucci e la sorella Maxine, e che aveva alle spalle un disco pubblicato nel 1984 prima che Bach e la stessa Petrucci entrassero nella formazione[16]. Bach però aveva preso parte ad altri gruppi ancora prima di questa esperienza, con i Kid Wicked di Toronto, con cui apparì su una compilation dedicata alle band emergenti chiamata Maple Leaf Mayhem, i VO5, gli Hope e i Sebastian. Una traccia che Bach aveva composto in quest’ultima band, “Saved By Love Again“, venne poi ripresa dagli Skid Row[7]. Il vocalist venne notato durante una sua esibizione alla cerimonia nuziale di Mark Weiss[17], un noto fotografo musicale[9]. Weiss lo invitò dopo aver visto delle foto dei Madam X[15]. Durante questo evento, organizzato all’hotel Molly Pitcher Inn di Red Bank (New Jersey)[15], la band improvvisata di cui faceva parte, era composta inoltre dal chitarrista di Ozzy Osbourne Zakk Wylde, il frontman dei Twisted Sister Dee Snider e Kevin DuBrow dei Quiet Riot[7]. Fu Weiss a scoprirlo e farlo notare al gruppo[18] tramite David Feld, A&R per la Atlantic Records. Fu infatti Feld a segnalare il vocalist alla band[9]. Mentre Bach invece sostenne che furono i genitori di Jon Bon Jovi, anch’essi presenti al matromonio, a scoprirlo[15]. Questi riferirono a Bon Jovi di aver notato un ottimo vocalist. A sua volta Bon Jovi l’avrebbe riferito al suo amico d’infanzia Snake Sabo, in cerca di un frontman. Inoltre Doc McGhee, manager dei Bon Jovi, aveva già visto la band di Bach a Toronto, prima delle nozze, quando si trovava assieme a Nikki Sixx e Tommy Lee dei Mötley Crüe[15]. Dopo alcune audizioni, il gruppo decise che lui sarebbe stato il loro uomo. Ma ciò aveva un prezzo. Il cantante era ancora sotto contratto con il suo ex manager e doveva pagare 200.000 dollari per svincolarsi, ma naturalmente Bach non era in possesso di tutto questo denaro[7]. All’epoca Snake consegnò le demo della band a Jon Bon Jovi che divenne il loro mentore. Come favore al suo vecchio amico, Bon Jovi non solo finanziò altre demo in migliore qualità, ma pagò anche quei 200.000 dollari che serivano a Bach per liberarsi dal contratto[7]. Jon inoltre aveva già convinto il suo manager Doc McGhee ed il fratello Scott a prenderli sotto la loro gestione, nella McGhee Entertainment. Derek Shulman, ex membro dei Gentle Giant e all’epoca A&R per la Polygram Records, non fu però convinto delle potenzialità della band. Non passò molto tempo che la Atlantic Records li accolse sotto la loro gestione, grazie al A&R Jason Flom[9], soprattutto quando notarono che Jon Bon Jovi e Richie Sambora stavano collaborando con loro nella composizione, negli arrangiamenti e nella pre-produzione[7]. Inoltre gli Skid Row firmarono un contratto con Jon Bon Jovi per prendere parte alla Underground Music Company, fondata nel 1987 da Jon per i diritti d’autore e per le sue collaborazioni con altre band. La band firmò questo accordo dove venne accertato che rinunciassero ai loro diritti d’autore che avrebbero dovuto pagare a Jon e Richie, nonostante i due membri dei Bon Jovi non fossero mai stati accreditati nel futuro lavoro in studio[7]. Il quintetto entrò ai Royal Recorders studio di Lake Geneva, Wisconsin per dare inizio alle sessioni del debutto sotto la produzione del noto Michael Wagener (Dokken, Accept, Alice Cooper, Great White, White Lion). Il primo concerto del gruppo fu al Rock ‘n Roll Heaven club di Toronto, nel gennaio 1988; mentre in marzo, Bach e la fidanzata Maria Aguiar ebbero il loro primo figlio, Paris[18]. Il manager Doc McGee venne arrestato nel gennaio 1988 per aver preso parte ad un contrabbando di 40.000 libbre (circa 18 chili) di marijuana colombiana che introdusse negli Stati Uniti nel 1982, prima di diventare manager. Venne condannato a scontare 5 anni di carcere[12]. Ricevette poi 15.000 dollari di indennità, con cui costruì una fondazione anti-droga, che chiamò “Make A Difference Foundation”[19].

Il successo

L’omonimo Skid Row vide la luce nel gennaio 1989[18] per la Atlantic, un anno esatto dopo il loro esordio dal vivo. I 5 intrapresero subito un tour di supporto ai Bon Jovi per il loro New Jersey tour, debuttando all’arena di Dallas, Texas[7]. Questo primo album ottenne vendite altissime che superarono i 5 milioni di copie solo negli Stati Uniti[6].

Lo stile di questo omonimo ricalcava la scia del tipico pop metal, ma all’interno di questo filone musicale, gli Skid Row furono uno dei gruppi dalle sonorità più dure che trovarono il successo commerciale durante la dilagante moda dell’hair metal[20]. Il sound risultava più cattivo e aggressivo rispetto ad altre band della corrente.

Questo stesso anno tutti i membri del gruppo furono invitati a partecipare al disco dei Mötley Crüe Dr. Feelgood, dove figuravano nel ruolo di coristi[21] nel brano “Time for Change“. Bach, Bolan e Sabo apparirono come special guest anche nel disco solista dell’ex chitarrista dei Kiss Ace Frehley, intitolato Trouble Walkin’ (1989)[22]. McGhee organizzò il “Make A Difference peace festival” composto da due show tenuti a Mosca durante l’agosto del 1989 come parte della sua campagna anti droga, nella quale lista apparivano, anche agli Skid Row, oltre ad altri grandi nomi come i Bon Jovi, Scorpions, Ozzy Osbourne, Mötley Crüe, Cinderella ed i russi Gorky Park, oltre ad altre band locali.

L’evento venne organizzato per commemorare il ventesimo anniversario del festival di Woodstock. Da questo evento venne inciso il disco live Stairway to Heaven/Highway to Hell, nel quale gli Skid Row apparivano con la cover dei Sex PistolsHoliday In The Sun“. Seguirono altre date in un festival a Milton Keynes in Gran Bretagna sempre al fianco dei Bon Jovi, Europe e Vixen ed un’apparizione improvvisata in segreto al Marquee club di Londra[7].

L’ultimo concerto ebbe termine ed il brano “Rattlesnake Shake” venne incluso come B side nel singolo Youth Gone Wild. Altri tour europei li vedevano di supporto ai Mötley Crüe e White Lion, e poi Aerosmith prima di tornare in America e Canada in occasione di altre date[7].

Durante una data con gli Aerosmith Springfield, Massachusetts, il 27 dicembre del 1989 [8], la band fu bersaglio di pesanti polemiche. Infatti durante lo show Bach venne colpito in faccia da una bottiglia gettata dal pubblico e in risposta il singer in primo luogo rigettò la bottiglia al suo aggressore, ma lo mancò colpendo una ragazza e provocandole delle lesioni al volto[7], poi saltò in mezzo alla folla finendo per aggredire un altro spettatore[18] (video dell’accaduto su You Tube).

Inutile dire che Bach si disse dispiaciuto del tragico incidente che richiese sette punti alla ragazza. Il vocalist venne arrestato[8] ed in seguito gli venne concessa una sospensione della pena e un risarcimento di 15.000 dollari[7]. A causa del grave incidente, il governo canadese decise di escludere Bach dal suo paese d’origine impedendovi il ritorno[7] per 3 anni[18]. Poco dopo l’incidente della bottiglia, emerse un altro problema.

Questa volta, un fotografo pubblicò una foto di Bach con una maglietta sul quale era stampata la scritta “AIDS Kills Fags Dead”, che risultò come un’offesa agli omosessuali. Bach poi chiarì l’incidente scusandosi in un programma su MTV[18]. Dopo le date con gli Aerosmith, il gruppo volò in Giappone in vista di sette date che furono le prime in estremo oriente. Tornati in America suonarono altri show nel suolo di headliner supportati dagli olandesi Sleeze Beez. Altre date britanniche, questa volta accompagnati dai Vain, confermarono la loro crescente popolarità ottenendo il “tutto esaurito” per ogni data. L’ultima giornata al Hammersmith Odeon di Londra vide come ospite Lemmy Kilmister dei Motörhead che apparì durante il brano “Train Kept A Rollin[7] (cover dei The Rock and Roll Trio).

Grazie ai numerosi tour, il debutto guadagnò il multi-platino. Le hit estratte “18 And Life“, “Youth Gone Wild” e “I Remember You” ricevettero una forte sponsorizzazione rimanendo tutt’oggi tra i brani classici del gruppo. Gli Skid Row suonarono l’ultimo show dopo il debutto il 26 maggio 1990 in occasione di un festival al Alpine Valley Music Theater di Milwaukee assieme ad altre band del calibro di Whitesnake, Bad English, Great White e Hericane Alice[7]. Sempre nel ’90, Bach prese parte ad un supergruppo occasionale improvvisato, composto inoltre da James Hetfield e Lars Ulrich dei Metallica, e Axl Rose, Duff McKagan e Slash dei Guns N’ Roses.

La band, chiamata The Gak, suonò ad un party svoltosi al Hollywood Palladium organizzato dal giornale RIP Magazine. In occasione dell’evento, il gruppo suonò i brani “You’re Crazy” dei Guns N’Roses, “For Whom The Bell Tolls” dei Metallica, “Piece Of Me” degli Skid Row, “Hair of the Dog” dei Nazareth e due versioni di “Whiplash” dei Metallica, cantate rispettivamente da Bach la prima versione, e Hetfield per la seconda[23].

Il secondo disco Slave to the Grind venne pubblicato l’11 giugno 1991, sempre sotto la produzione di Michael Wagener. Questo disco vide un cambio di rotta verso sonorità più dure[7], distaccandosi dall’impronta hair/pop metal accennata in passato. Nonostante questo fatto, il disco riuscì ad ottenere la posizione n° 1 nella classifica di Billboard statunitense[6][7].

Alcuni, tra cui la band stessa, sostengono che Slave To The Grind fu il primo album nella storia del heavy metal/hard rock ad ottenere il primo posto nelle classifiche statunitensi[6][8], tuttavia questo fatto è considerato errato, poiché realmente già i Quiet Riot nel 1983 furono riconosciuti come il primo gruppo heavy metal a raggiungere e mantenere il primo posto nelle classifiche di Billboard statunitensi con il disco Metal Health[24][25].

La copertina del disco era stata disegnata dal padre di Sebastian, David Bierk, un pittore affermato[9]. Grazie al grande successo, vennero ingaggiati per suonare da spalla ai Guns N’ Roses negli States nel maggio 1991, di fronte ad un enorme pubblico in occasione di ogni data. Grazie al grande successo un Bach a petto nudo apparì sulla copertina del noto giornale Rolling Stone[18]. Nel settembre 1991 continuarono il loro “No F***ing Frills” European Tour assieme ai Love/Hate. Anche in questo caso Bach tornò a far parlare di se negativamente. Infatti dopo aver suonato alla London Arena, Sebastian Bach e il frontman dei Love/Hate Jizzy Pearl uscirono a bere qualcosa in un bar in città.

Dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, tra i due si accesero delle discussioni che scaturirono in una rissa[26]. Questo avrebbe potuto provocare l’espulsione dei Love/Hate dal tour. Tuttavia i due si riappacificarono prima dello show successivo.

La band si ritirò qualche giorno a Los Angeles durante luglio per entrare in studio e registrare alcuni B side per il futuro. Molte di queste registrazioni emergeranno in lavori futuri, tuttavia rimangono alcune tracce come “Finding My Way” dei Rush e “Play That Funky Music” dei Wild Cherry, che tutt’oggi devono vedere la luce[7]. Venne poi chiesto alla band di seguire i Guns N’Roses in Europa. Bach fu nuovamente bersaglio di polemiche quando alla Wembley Arena sfiorò una rissa. Brent Council rispose escludendo a vita gli Skid Row dal locale.

Suonarono poi da spalla agli Scorpions in un tour sud americano in Brasile, Paraguay e Argentina prima di ritornare in Gran Bretagna per una storica performance al Monsters Of Rock di Castle Donington fronteggiato dagli Iron Maiden[7]. Ulteriori date seguirono in Giappone e poi negli Stati Uniti con i Pantera[7].

Le 1992 viene pubblicato B-Side Ourselves, che raccoglieva diversi b-side in un mini-album. Questo era composto interamente da cover tra le quali “Psycho Therapy” dei Ramones, con Bolan alla voce e Taime Downe dei Faster Pussycat come corista, “C’mon And Love Me” dei Kiss, “Delivering The Goods” dei Judas Priest in versione live con Rob Halford in persona ai backing vocals, “What You’re Doing” dei Rush e “Little Wing” di Jimi Hendrix[7]. Bach, Affuso e Sabo apparirono inoltre come ospiti nell’album solista del bassista dei Guns N’ Roses Duff McKagan Believe in Me nel 1993[7].

In questo periodo Bach sposò la fidanzata Maria Aguiar nel luglio 1992, mentre seguì tempo dopo il loro secondo figlio, London, che nacque nel gennaio 1994[18]. Bolan nel 1993 esordì come produttore per la band del New Jersey Gospeed. Bach entrò negli Electric Ladyland studios di New York per collaborare con l’ex chitarrista degli Hanoi Rocks Andy McCoy. Queste tracce, finanziate dalla Atlantic Records, non videro mai la luce. Affuso apparì come ospite nel disco solista dell’ex chitarrista dei Guns N’Roses Gilby Clarke Pawnshop Guitars nel 1994[7].

[modifica] Il declino

Nel 1995 i rapporti interni cominciarono a deteriorarsi, complice anche il dirompente fenomeno grunge, tuttavia tornarono in studio per dare luce a quello che sarebbe stato l’album finale[6]. Il 29 marzo il gruppo pubblica il terzo full-lenght intitolato Subhuman Race, prodotto da Bob Rock. Con questo disco, il gruppo, in piena epoca grunge, si orientò su sonorità ulteriormente più dure, con influenze alternative metal. Per il mercato giapponese venne diffuso anche il mini-live album Subhuman Beings on Tour!!, contenente sei tracce tra cui le cover Psycho Therapy dei Ramones e “Delivering the Goods” dei Judas Priest, già presenti nel mini album B-Side Ourselves. Anche se il quintetto otteneva ancora un certo successo con i tour, pur essendo nel periodo di splendore dell’alternative rock, i membri optarono per lo scioglimento[6] pochi mesi dopo, nel 1996[8]. Bach raccontò che era stato allontanato dalla band il 23 dicembre 1996, ed anche il batterista lo seguì poco dopo[27].

(EN)

« Well, the real real reason I left was because of some very nasty messages on their answering machine one night when they didn’t want to open for Kiss on New Years Eve, 1996. They asked us to play the Meadowlands on their reunion tour. Rachel didn’t want to do it because he was busy with his punk band side project playing with his punk band that was made up of Skid Row’s road crew. In my honest opinion, that was not a good enough reason for me, and I let him know it, in no uncertain terms and that was it[27] »
(IT)

« Beh, il vero motivo per cui io lasciai la band fu per delle cattive risposte [che lasciai] sulla loro segreteria telefonica una notte, quando non vollero suonare come gruppo d’apertura per i Kiss in occasione dell’evento di capodanno del 1996. Loro [i Kiss] ci chiesero di suonare al Meadowlands nel loro reunion tour. Rachel non volle farlo perché era occupato con il suo progetto parallelo, la punk band, che era composta dai road crew degli Skid Row. Secondo la mia onesta opinione, questo non fu un buon motivo per me, e glielo feci sapere, con pochi giri di parole, e così fu. »

Alcuni di loro intrapresero poi dei nuovi progetti. Rachel Bolan fondò i Prunella Scales con Phil Varone dei Saigon Kick, mentre Bach fondò il supergruppo The Last Hard Men, con Kelley Deal dei The Breeders[7], Jimmy Flemion dei Frogs ed il batterista degli Smashing Pumpkins Jimmy Chamberlin[18]. Bach, con i The Last Hard Men, partecipò alla colonna sonora del film Scream di Wes Craven con la cover di Alice CooperSchool’s Out[18]. Il debutto dei Prunella Scales venne pubblicato per la Mutiny Records nella primavera del 1997[7]. Durante lo stesso anno anche i The Last Hard Men, registrarono un disco omonimo per la Atlantic, ma la pubblicazione di questo saltò e vide la luce appena nel 2001[18] per la Spitfire Records[28]. Bach nel 1997 cantò la cover “The Immigrant Song” e “Communication Breakdown” per il tribute album dei Led Zeppelin Stairway To Heaven: A Tribute To Led Zeppelin in compagnia dell’ex chitarrista dei Guns N’Roses Slash. Nel 1998 Bach partecipò anche al tribute album degli AC/DC Thunderbolt: A Tribute To AC/DC con i brani “Little Lover” e “TNT” con Warren De Martini e Bobby Blotzer dei Ratt[7] e Billy Sherwood degli Yes. Tra le sue varie partecipazioni nei tribute album, Bach registrò inoltre il brano “Tonight’s The Night” per un album tributo a Rod Stewart con Deal e Jimmy Flemion dei The Last Hard Men e D’arcy Wretzky degli Smashing Pumpkins[7].

Dopo queste esperienze i rapporti tra Bach e Bolan si deterioraono ulteriormente, a tal punto che il bassista rifiutò di collaborare con il frontman. Durante il novembre 1997 Bach annunciò la volontà di intraprendere un tour solista negli Stati Uniti ma si riunì con i suoi colleghi per registrare delle nuove tracce per la nuova raccolta 40 Seasons: The Best of Skid Row[7], che vedrà la luce nel 1998. Queste tracce non vennero mai registrate e la raccolta sarà composta unicamente da vecchio materiale. In seguito Bolan, Sabo, Affuso e Hill, escludendo Bach, fondarono un nuovo progetto con un nuovo vocalist sconosciuto, nominato semplicemente Sean. Finalmente Sean, che nel frattempo annunciò anche il suo cognome, McCabe, venne ufficialmente presentato come il nuovo vocalist degli Skid Row. In realtà poi venne reso noto che questa nuova incarnazione aveva cessato di utilizzare il nome Skid Row, cambiando stile musicale. Il nome del nuovo gruppo, chiamato Ozone Monday, venne annunciato verso metà del 1998, me presto il singer Sean, sotto lo pseudonimo di Sean Mars, fondò in seguito una nuova band, i Mars Needs Women, firmando un contratto con la Warner Bros. Records[7]. Bach nel frattempo firmò un contratto di distribuzione con la Sony per un disco solista che volle realizzare per l’etichetta di sua proprietà, la Get Off My Bach Records. Bach chiamò in causa l’ex vocalist dei Love/Hate Jizzy Pearl, ma poco dopo i due decisero di prendere strade separate quando Pearl raggiunse i Ratt e poi riemerse con i nuovi Love/Hate[7]. Bach con il suo progetto solista partecipò a 104 concerti solo nel 1998, aprendo anche per i Pantera diverse volte durante quell’anno. Rob Affuso dopo lo scioglimento abbandonò la musica per lavorare in un’azienda di marketing. Inoltre entrò in possesso di una tenuta per cavalli nei pressi di New York[29].

Reunion

Nel 1999 gli Skid Row decisero di riunirsi con il nuovo batterista Charlie Mills, che aveva già partecipato agli Ozone Monday, ma era stato anche membro della band solista del leader dei Twisted Sister Dee Snider[7]. I membri erano però alla ricerca di un nuovo frontman. Inizialmente la formazione contattò l’ex cantante dei Love/Hate Jizzy Pearl, ma dopo alcune sessioni di prova, questa unione non ebbe un seguito[30]. Un amico consigliò loro di visitare il sito di un certo Johnny Solinger, vocalist nativo di Houston che era stato in precedenza membro dei Solinger, gruppo con alle spalle tre album in studio[7]. Gli Skid Row furono colpiti dalle sue potenzialità ed immediatamente gli inviarono una e-mail[6]. Solinger accettò la proposta e subito prese l’aereo per il New Jersey. Dopo le prime audizioni il singer fu subito accolto nel gruppo[6]. Prima che la band riprendesse l’attività live, Snake suonò come turnista negli Anthrax negli ultimi 5 show del loro tour americano[7]. Nel frattempo Bach esordì con il suo primo lavoro solista, il disco Bring ‘Em Bach Alive!, pubblicato il 2 novembre 1999 per la Spitfire Records. Il disco conteneva perlopiù tracce live, tra cui molte degli Skid Row. In questo periodo l’ex vocalist esordì anche come attore nella commedia rock Final Rinse (1999)[18]. Venne poi annunciato il ritorno degli Skid Row aprendo per i Kiss assieme a Ted Nugent. Nel bel mezzo di questi show, Mills abbandonò il gruppo venendo sostituito da Phil Varone, ex Prunella Scales e Saigon Kick[7]. Il gruppo continuò le date durante gli anni. Più tardi aprirono nuovamente per i Bon Jovi. Bach pubblica un altro disco nel 2001, Bach 2: Basics, contenente tutte le cover con cui aveva partecipato ad i vari tribute album. Nel 2002 gli Skid Row parteciparono ad un tour con altre vecchie star dell’epoca hair metal come Tesla, Vince Neil e Jackyl. Gli Skid Row assieme a Vince Neil suonarono nuovamente assieme in occasione di un breve tour canadese in giugno[7]. Terminati i tour venne rivelato che la storica hit “I Remember You” era stata ri-registrata con Solinger alla voce, e reintitolata semplicemente “I Remember You 2002[7]. Ulteriori notizie emersero in seguito, quando annunciarono la prossima uscita di un nuovo album in studio. Thickskin vide la luce il 5 agosto 2003, per la Blind Man Sound Records.

Rob Affuso lavorò poi ad un nuovo progetto con in chitarrista dei Twisted Sister Eddie Ojeda chiamato Skid Sister. Affuso raggiunse gli Skid Row in occasione di uno show a Poughkeepsie, New York il 4 ottobre[7]. Gli Skid Row poi raggiunsero i Poison e Vince Neil per un tour estivo negli States in maggio. Suonarono quindi con i Def Leppard in Europa in novembre, ed altre date nel Regno Unito come headliner. Phil Varone abbandonò il gruppo nel gennaio 2004, venendo sostituito temporaneamente dal nativo di Orlando (Florida) Tim DiDuro in occasione di alcuni tour statunitensi in febbraio. In marzo Varone ritornò nella formazione, così DiDuro entrerà negli Slaughter[7]. In maggio gli Skid Row suonarono un concerto nei Caraibi a Trinidad, ma dopo questo Varone lasciò nuovamente la band. Il nuovo uomo dietro i tamburi sarà Dave Gara, drum tech per i Nashville Pussy e collaboratore di altre band di Atlanta come i Betty Blowtorch. Più tardi quell’anno Rachel Bolan prese un periodo di pausa per collaborare con il gruppo tedesco Brunorock[7]. Nel 2005 Varone girò un film documentario intitolato Waking Up Dead, che tratta di come il mondo della musica può distruggere la famiglia, la carriera e la vita di molti musicisti rock[31].

Tempi recenti

Gli Skid Row tornarono in studio per un nuovo album in studio con il loro storico produttore Michael Wagener. Rachel Bolan lavorò anche ad un side project chiamato The Quazimotors. Gli Skid Row suonarono poi in una base militare statunitense nella Corea del Sud nel maggio 2005 assieme ai Quiet Riot[7]. La cantante pop svedese Sofia registrò la cover degli Skid Row “Wasted Time” che incluse nel suo album Lifetraveller nel luglio 2005[7]. Sebastian Bach, con una carriera solista ormai avviata, partecipò al Sweden Rock Festival invitando la stessa Sofia sul palco con cui duettò proprio in occasione del brano “Wasted Life“. Le date degli Skid Row in autunno previste negli States e nel Regno Unito, videro l’entrata provvisoria del chitarrista Keri Kelli a temporanea sostituzione di Snake Sabo. Quest’ultimo rivelò che fu costretto ad abbandonare momentameamente il gruppo poiché riscontrò la sindrome del tunnel carpale che richiedeva un ricovero[7]. In dicembre Rachel Bolan collaborò in veste di produttore al debutto del gruppo di Atlanta Rockets to Ruin. Nel gennaio 2006 l’ex batterista Phil Varone fondò a Los Angeles il nuovo gruppo American Headtrip[7], mentre il 24 ottobre dello stesso anno vede la luce il sesto album degli Skid Row Revolutions Per Minute, nel quale debutta il nuovo batterista Dave Gara. La heavy metal band svedese Hammerfall nel 2008 pubblicò il cover album Masterpieces in cui incluse la cover degli Skid Row “Youth Gone Wild[7]. Nel 2007 gli Skid Row partecipano ad una compilation natalizia intitolata Monster Ballads Christmas con il brano d’apertura “Jingle Bells“, assieme a molte altre hair metal band tra cui Winger, Twisted Sister, Danger Danger, Dokken, Stryper e molti altri[32]. La band prosegue tour per tutto l’anno 2010, e in aprile il batterista Dave Gara annuncia l’abbandono della formazione, sostituito da Rob Hammersmith[33].

Senza categoria Giugno 24th 2011

Pantera

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I Pantera sono stati un gruppo musicale heavy metal statunitense, originario di Arlington (Texas) e in attività dal 1981 al 2003. Esordirono come gruppo hair metal nei primi anni ottanta, pubblicando tre dischi in questo stile senza ottenere alcun successo. Nel 1986 il cantante Terry Glaze, che voleva continuare a suonare heavy metal melodico, lasciò la band e formò i Lord Tracy; nel gennaio 1987 fu sostituito da Phil Anselmo con cui fu pubblicato Power Metal, che segnò un parziale cambio di rotta verso sonorità più dure[10]. Il successivo Cowboys from Hell, uscito nel 1990, sencì il definitivo cambio di stile, creando un suono ispirato dal thrash metal che venne chiamato groove metal per la maggiore lentezza e pesantezza[11]. Due anni dopo il nuovo disco Vulgar Display of Power, che eliminò ogni residua traccia di heavy metal classico e fu caratterizzato da un sound ancora più estremo[12]. Negli otto anni successivi furono pubblicati altri tre dischi, Far Beyond Driven, che giunse al #1 della Billboard 200, The Great Southern Trendkill e Reinventing the Steel.

I fondatori dei Pantera furono i fratelli Abbott, meglio conosciuti come Dimebag Darrell (chitarra) e Vinnie Paul (batteria). Il nome della band deriva dalla città di Pantego, nel Texas, e non dall’animale, la pantera, che appare solo come uno dei principali simboli dell’età giovanile del gruppo. Sono stati definiti dal critico musicale Jason Birchmeier di All Music Guide come “il migliore gruppo metal degli anni novanta, ed uno dei più grandi e più innovativi di sempre”[13]. Inoltre si sono piazzati alla posizione numero 45 nella classifica della rete televisiva americana VH1 denominata “I 100 più grandi artisti dell’hard rock“, e alla posizione numero 5 nella classifica “I 10 migliori gruppi heavy metal di tutti i tempi”, gestita da MTV[7].

[modifica] Le origini (1981-1983)

I due fondatori dei Pantera, i fratelli Vincent e Darrell Abbott.

Il gruppo fu fondato nel 1981 dal batterista Vinnie Paul Abbott e da suo fratello, il chitarrista Darrell Abbott (noto con lo pseudonimo “Diamond Darrell”, poi “Dimebag Darrell”), in particolare grazie a quest’ultimo che, guadagnato un discreto patrimonio dovuto alle numerose vittorie conquistate in concorsi statunitensi per chitarristi, poté permettersi il costoso acquisto degli strumenti musicali per i futuri Pantera. Un ulteriore fondamentale aiuto per la creazione della band giunse dal padre degli Abbott, Jerry, che creò insieme ai figli l’etichetta discografica Metal Magic Records. Con questa poterono finanziare e produrre, grazie all’utilizzo degli studi discografici familiari Pantego Studios, i primi dischi del gruppo.

La prima formazione ufficiale dei Pantera era composta dai fratelli Abbott, dal bassista Tommy Bradford, dal chitarrista Terry Glaze (conosciuto anche come Terrence Lee) e dal cantante Donnie Hart. La band esordì suonando cover dei Kiss e dei Van Halen all’interno dei club texani o in piccoli festival.

Nel 1982 Hart e Bradford lasciarono però la band, provocando lo spostamento di Terry Glaze al ruolo di cantante e l’inserimento nel gruppo di un nuovo bassista, Rex Brown. I Pantera mostrarono immediatamente il loro talento e conquistarono il titolo di migliore band dei confini texani, potendo così partecipare ad alcuni tour esterni al loro stato giungendo fino all’Oklahoma e alla Louisiana. La partecipazione a queste esibizioni fece sì che il suono della band mutasse. I Pantera si appropriarono anche di ulteriori stili dopo essersi esibiti al fianco di gruppi come gli Stryper, i Dokken e i Quiet Riot.

[modifica] I primi anni (1983-1986)

Intanto i Pantera avevano iniziato a comporre canzoni, abbandonando quasi totalmente l’esercizio delle cover. Principale obiettivo del gruppo divenne quindi pubblicare il primo album, fatto che si avverò nel 1983 quando, grazie all’appoggio finanziario di Jerry Abbott e di alcune band che avevano riconosciuto il talento dei giovani musicisti, fu inciso Metal Magic. Questo prodotto risentì molto delle influenze giovanili provenienti dai Kiss, dai Van Halen e dai Judas Priest.

Conquistata una sufficiente fama, i Pantera sostennero altri piccoli tour negli Stati Uniti e produssero nel 1984 il loro secondo album, Projects in the Jungle, come il precedente, orientato su un tipico heavy metal americano, l’hair metal. Inoltre il sound del gruppo subì un notevole ridimensionamento, divenendo molto più robusto e pesante, e la voce di Glaze si avvicinò sempre più a quella di Rob Halford. Il cd riscosse un buon successo e ottenne la pubblicazione del primo video musicale della storia della band per il singolo All Over Tonight.

Nell’estate del 1985, il gruppo conobbe il chitarrista dei Keel Marc Ferrari durante un loro tour in Texas. Diamond e Vinny gli diedero alcune delle prime registrazioni che avrebbero composto Projects in the Jungle. Subito dopo aver ascoltato pochi secondi di quelle registrazioni, Ferrari offrì loro aiuto, divenendo inoltre amico della band[14]. Per il terzo anno consecutivo, i Pantera pubblicarono un album, intitolato I Am the Night, mantenendosi sempre fedeli alla familiare e, comunque, funzionale Metal Magic Records. Con questo disco il suono della band divenne ancora più potente e complesso, tanto da essere notato dai principali giornali dedicati alla musica heavy metal degli Stati Uniti, che iniziarono a prendere in considerazione il gruppo emergente. L’album riuscì a vendere ben 25.000 copie e ottenne la realizzazione del secondo video musicale della band per la traccia Hot and Heavy.

[modifica] L’arrivo di Phil Anselmo (1986-1989)

Vinnie Paul.

Il 1986 è l’anno di produzione di due dei maggiori successi della storia del thrash metal, ovvero gli album Reign in Blood e Master of Puppets, rispettivamente delle band Slayer e Metallica. Questi dischi modificarono i canoni del loro genere e influenzarono gli stili di centinaia di gruppi, compresi i Pantera che, rimasti stupiti, iniziarono a ricalcare le sonorità di tali band[15].

Gli Abbott, sentito questo genere thrash metal vicino al gruppo, decisero di iniziare quel cambiamento di stile musicale che porterà la band texana al futuro successo; gli esperimenti sull’heavy metal classico furono perciò accantonati per lasciare spazio a quelli sul rivoluzionario thrash. Il cantante Terry Glaze però, da sempre contrario a tali sonorità essendo più orientato sullo stile classico, non appoggiò questa scelta e abbandonò la band ed entrando poco dopo in un gruppo pop metal chiamato Lord Tracy. I Pantera dovettero così iniziare la ricerca per un nuovo cantante, capace di sostenere il loro nuovo violento sound. La scelta cadde prima su Matt L’Amour e poi su David Peacock, ma nessuno dei due riuscì a giungere alle tonalità volute dai musicisti.

La trasformazione avvenne con l’ingaggio di Philip Anselmo, ex cantante delle band Samhain e Razorwhite, originario di New Orleans. Con Philip fu completa la radicale svolta della band, che poté finalmente raggiungere le tonalità adatte al sound thrash e groove metal.

La prima testimonianza di questo passaggio è data dall’album del 1988 Power Metal, dove la nuova formazione poté mostrarsi per la prima volta in pubblico. Il disco fu co-prodotto dal loro amico Marc Ferrari, il già citato chitarrista dei Keel, che suonò anche alcune parti di chitarra. Il brano Proud to be Loud era stato scritto dallo stesso Ferrari, ed in origine pensato per essere incluso nel disco omonimo dei Keel del 1987 ma infine venne accantonato. Power metal fu subito ben accolto dalla critica e, oltre che portare nuovi soldi alla band, concluse il grande balzo di qualità e popolarità della band, gettando i presupposti per il conseguente successo.

[modifica] Cowboys from Hell (1989-1992)

Dopo la pubblicazione di Power Metal, il chitarrista Darrell, che nei precedenti album aveva messo in mostra uno stile dotato di incredibile tecnica, ricevette un’irripetibile offerta da Dave Mustaine per diventare membro degli affermati Megadeth. Non apprezzando però l’idea di separarsi dal fratello Vinnie Paul, chiese a gran voce che anch’egli fosse aggiunto nella formazione. Mustaine però aveva un ottimo rapporto con l’allora batterista del gruppo, Nick Menza, e rifiutò la proposta di Dimebag che, col fratello, tornò perciò a concentrarsi sul progetto Pantera.

Intanto Mark Ross, manager dell’etichetta discografica Atco Records, aveva assistito ad un concerto del gruppo in Texas e, rimasto impressionato dalla performance, aveva proposto al suo capo di poter offrire un contratto ai Pantera. La Atco Records accettò e alla fine del 1989 la band entrò già negli studi di registrazione di Pantego, i Pantego Studios, per iniziare le registrazioni del loro primo album con la nuova etichetta.

Fu così che il 24 luglio 1990 fu pubblicato l’album Cowboys from Hell che raggiunse la posizione #117 nella Top 200 Billboard. Il cd propose un suono nuovo, veloce e massiccio, distaccandosi totalmente dal glam del primo periodo. Nell’album, Anselmo poté trovare spazio per affrontare pezzi canori più abrasivi, sfruttando al meglio la sua voce, Darrell poté creare i suoi innovativi riff e assoli di chitarra, Vinnie Paul sperimentò nuove tecniche di utilizzo della doppia cassa e anche Rex Brown sviluppò i suoi giri di basso. Grazie anche a questi fattori, l’album fu fin dal primo giorno di pubblicazione lodato e ben accolto dal pubblico e dalle riviste del genere (tutt’oggi questo disco è considerato come il vero e proprio esordio musicale della band[13]). Cowboys From Hell contiene classici come Cemetery Gates, una virtuosa canzone di sette minuti incentrata sul tema della religione e della morte, Cowboys from Hell, Psycho Holiday e Domination.

Forti della buona accoglienza dell’album (sette anni dopo dalla sua pubblicazione il disco venne certificato come platinum negli Stati Uniti dalla RIAA), i Pantera iniziarono il Cowboys from Hell Tour, sostenuti da band di supporto del calibro degli Exodus e dei Suicidal Tendencies. La band ebbe anche l’onore di suonare al Monsters of Rock tenutosi a Mosca nel 1990 al fianco dei loro idoli AC/DC e Metallica[16].

[modifica] Vulgar Display of Power, Far Beyond Driven (1992-1994)

Rex Brown

Il 25 febbraio 1992 i Pantera pubblicarono l’album Vulgar Display of Power, che presentò uno stile ancora più estremo rispetto a Cowboys from Hell, creando un vero e proprio esempio di groove metal. L’album, considerato da gran parte dei fans come il più completo del gruppo, vanta singoli come Fucking Hostile, Walk (descritta da molti come la canzone simbolo del gruppo), This Love e Mouth for War. Tali canzoni ottennero persino la possibilità di essere trasmesse, sotto forma di video, su MTV, rete televisiva che non ha mai considerato eccessivamente le band di genere metal.

L’album vendette un numero esorbitante di copie e fece sì che i Pantera sostenessero un lunghissimo tour mondiale, che fece tappa al Monsters of Rock festival britannico (dove il gruppo suonò assieme agli Iron Maiden e ai Black Sabbath) giungendo sino in Giappone.

Concluso il tour i Pantera iniziarono subito a comporre nuove canzoni, pubblicate il 15 marzo 1994 con il nuovo album Far Beyond Driven. Il disco ottenne subito un grande successo, debuttando alla posizione #1 nelle classifiche di Stati Uniti ed Australia. Per far capire la vasta fama che il gruppo aveva raggiunto basta dire che nessuna band di genere metal era riuscita a salire in vetta alle classifiche USA, fatto che fece sì che i Pantera iniziassero ad essere giudicati come una delle maggiori band metal e non sul pianeta al pari di gruppi come Megadeth, Metallica e Slayer. Arricchito di nuovi sound ancora di matrice Black Sabbath, l’album raggiunse l’apice con i singoli I’m Broken (che fu anche nominato ai Grammy Award come Best Metal Performance), 5 Minutes Alone e Becoming, rimanendo famoso anche per la splendida cover di Planet Caravan.

Il gruppo ottenne anche la possibilità di ripartire anche per un nuovo tour mondiale, che ebbe anche tappe in Sud America e Gran Bretagna.

[modifica] Tensioni nella band e un nuovo album (1994-1996)

Dopo l’uscita di Far Beyond Driven Phil Anselmo iniziò a manifestare strani comportamenti e apparve più volte schivo e assente nei confronti dei suoi compagni. La situazione giunse al culmine con l’abbandono improvviso di Phil dal tour del 1995.

La band giustificò il fatto dicendo che esso era dovuto all’incredibile e eccessivo stress che il cantante aveva dovuto sostenere nel continuo viaggiare ed esibirsi, ma fu subito chiara la tensione e l’apprensione tra i restanti membri. Dopo qualche settimana però si scoprì che Phil si era comportato in questo modo perché era caduto in una sorta di depressione dovuta all’eccessivo ubriacarsi e drogarsi. Curato, sotto la spinta degli Abbott, da alcuni specialisti, Anselmo risolse momentaneamente i suoi problemi e si riunì al gruppo.

L’anno seguente però il suo umore subì un ulteriore cambiamento a causa del dichiarato uso di eroina. Inoltre, già dal 1995, il cantante aveva iniziato a prender parte al primo dei molti progetti esterni ai Pantera, quello legato alla band Down con cui produsse un album, NOLA, che fu pubblicato il 19 settembre 1995.

Il 22 maggio 1996 i Pantera rilasciarono un nuovo album, The Great Southern Trendkill, che esibì un suono estremamente aggressivo e lacerante, forse il più violento tra quelli prodotti dal quartetto. La realizzazione del disco fu però assai complicata in quanto Phil Anselmo registrò le parti vocali lontano dagli altri membri, cantando in uno studio di New Orleans su basi musicali pre-composte dai suoi compagni in Texas, perché ancora occupato con uno dei suoi progetti. Altro fatto che evidenziò l’enorme distacco presente tra Anselmo e il resto del gruppo è il continuo fascino “demoniaco” presente nelle parti cantate, elemento inserito dal cantante, assai diverso da quello di Cowboys From Hell, Vulgar Display of Power e Far Beyond Driven. Molte canzoni affrontano anche il tema dell’abuso di droga, come nel caso di Suicide Note (canzone composta da due parti), Living Through Me (Hell’s Wrath) o della famosissima Drag the Waters, di cui la band produsse anche il video musicale. Apprezzata dai fan e dai critici fu anche la canzone Floods, dotata di uno dei più complicati assoli della carriera di Dimebag Darrell[17].

Questo disco, nonostante il rinnovato successo, fece storcere il naso ai più attenti ammiratori, che non accettarono questa svolta mentale e musicale del gruppo.

[modifica] Phil in overdose, un album live e altri progetti (1996-2000)

Phil Anselmo

Il 13 luglio 1996 Phil Anselmo fu ricoverato in ospedale in stato comatoso a causa di un’overdose di eroina raggiunta dal cantante a solo un’ora di distanza dalla fine di un’esibizione musicale in Texas. Durante la crisi, il cuore di Phil si fermò per quasi cinque minuti prima di riprendere miracolosamente il battito grazie all’intervento dei paramedici, che lo rianimarono grazie ad una iniezione di adrenalina.

Anselmo, tornato lucido, si scusò sinceramente con gli altri membri del gruppo, ancora spaventati e scioccati, la notte seguente l’episodio e promise che mai più avrebbe fatto uso di stupefacenti. Invece, a solo un mese di distanza dall’overdose, Phil riprese a drogarsi in maniera talmente eccessiva da spaventare seriamente sia gli Abbott sia la sua, incredula, fidanzata Stephanie Opal Weinstein. Dopo aver discusso con lui riguardo alla sua gravissima situazione, gli Abbott furono però brutalmente allontanati dallo stesso Anselmo, che non accettava l’idea di affidarsi nuovamente a una clinica specialistica. Il rapporto tra il cantante e gli altri membri fu, quindi, di nuovo notevolmente compromesso.

Intanto, per evitare la totale inattività, alcune esplosive esibizioni live dell’anno precedente ottennero la pubblicazione attraverso un cd, denominato Official Live: 101 Proof, che fu rilasciato in America il 29 luglio 1997. L’album conteneva i maggiori successi della band texana insieme a due nuove, inedite, canzoni, ovvero Where You Come From e I Can’t Hide (canzone che ha come tema la traumatica esperienza di Anselmo con la droga).

Il disco ricevette un buon successo e vendette un discreto numero di copie, ma non aiutò la band a migliorare la propria situazione: Anselmo ritornò infatti a prendere parte ai suoi progetti esterni ai Pantera, suonando come chitarrista nell’album dei Necrophagia del 1999 Holocausto de la Morte con lo pseudonimo “Anton Crowley”, nome che combinava il nome del fondatore della Chiesa di Satana Anton LaVey e il famoso occultista Aleister Crowley. Inoltre Phil collaborò con la band black metal Eibon nel 2000 e con i Viking Crown (pubblicando ulteriori dischi), mentre nello stesso tempo i fratelli Abbott e Rex Brown fondarono la loro band-progetto Rebel Meets Rebel insieme al conosciutissimo cantante country David Allan Coe, un gruppo incentrato su un suono a metà tra heavy metal e, appunto, stile canoro country.

[modifica] L’ultimo album e lo scioglimento (2000-2004)

Nel 2000 i Pantera misero da parte le divergenze (anche per tenere fede agli obblighi contrattuali con la casa discografica) e si riunirono per registrare un nuovo disco, Reinventing the Steel, pubblicato ufficialmente il 14 marzo 2000. Il disco debuttò alla posizione #4 nella classifica Billboard 200, grazie ad un ritrovato sound e a canzoni del calibro di Revolution Is My Name (nominata come Best Metal Performance ai Grammy Awards del 2001) e Goddamn Electric.

La band, favorita dall’incredibile numero di copie vendute, poté partire nuovamente per un tour mondiale, che iniziò in America per poi toccare la Corea, l’Australia e, infine, l’Europa. Il passaggio europeo durò però pochissimo tempo e fu interrotto a causa dei problemi legati all’attentato dell’11 settembre che impedì alla band gli spostamenti aerei.

Questo tour segnò definitivamente l’ultimo periodo in cui i Pantera suonarono insieme[18]. Infatti, fatto ritorno a casa, Anselmo tornò immediatamente a dedicarsi ai suoi innumerevoli progetti esterni creando, tra l’altro, una nuova band, i Superjoint Ritual, e pubblicando un secondo album con i Down, Down II: A Bustle in Your Hedgerow, rilasciato nel 2002. Non ancora arresi al destino che voleva la separazione del gruppo, i fratelli Abbott rilasciarono un’intervista in cui dichiaravano che Anselmo si era preso un anno di pausa dovuto allo shock legato all’ormai celebre attentato dell’11 settembre. Smentita però la notizia, Anselmo annunciò ufficialmente che mai più avrebbe fatto ritorno nei Pantera[19]. Gli Abbott, scioccati, presero tempo sperando in un cambio di idea di Phil, che però non avvenne mai.

Arresi annunciarono lo scioglimento della band nel 2003, ponendo così fine ad un’era di enormi successi e innovazioni musicali.

Nel periodo successivo alla divisione si scatenò una vera e propria guerra fra Anselmo ed i fratelli Abbott; la lotta si sviluppò sulle riviste di settore a suon di violente dichiarazioni. Vinnie Paul e Dimebag Darrell accusarono Phil Anselmo di averli costretti, negli ultimi anni, ad uno stile a loro non gradito, spingendo quindi i Pantera verso un genere che non li rappresentava in toto e provocando perciò la scissione. Anselmo negò tutte queste parole e trascinò suo malgrado nella contesa il bassista Rex Brown, che decise per schierarsi dalla parte di Anselmo, lasciando così la situazione definitivamente sospesa.

[modifica] L’assassinio di Dimebag Darrell (2004)

Dimebag Darrell

Nel 2003 gli Abbott decisero di creare una nuova band groove metal, i Damageplan, insieme a Patrick Lachman, nel ruolo di cantante, e Bob Zilla in quello di bassista. Con questa formazione il gruppo produsse un album, denominato New Found Power, pubblicato nel 2004. Il disco riscosse un immediato successo e i Damageplan iniziarono così il loro primo tour negli Stati Uniti.

Durante un concerto serale dell’8 dicembre 2004, lo stesso giorno dell’omicidio di John Lennon, nel famoso club Alrosa Villa di Columbus, Nathan Gale, un folle fan dei Pantera, saltò improvvisamente sul palco durante l’esibizione sparando una serie di colpi di pistola verso Dimebag Darrell. Il chitarrista crollò a terra, colpito a morte dai proiettili. Mentre il resto della band fuggì dal palco, alcuni spettatori e addetti alla sicurezza intervennero, tentando di approcciare lo sparatore e soccorrere Darrell. Quel giorno rimasero uccisi anche il fan Nathan Bray, ucciso mentre tentava di rianimare Dimebag[20], l’impiegato dell’Alrosa Villa Erin Halk e la guardia del corpo della band Jeff “Mayhem” Thompson. Il killer fu ucciso da un colpo di fucile sparato da uno degli agenti intervenuti sul luogo[21].

Saputo della strage, Phil Anselmo volò, come molti altri musicisti, in Texas per dare l’ultimo saluto a Dimebag durante i suoi funerali. Mal accolto sia dalla famiglia che dagli ex membri, Phil dovette rimanere cinque giorni in un hotel aspettando notizie di Vinnie Paul, e perdendo di fatto il funerale. Vinnie non parlò mai più con Phil, ma è risaputo che Rita Haney, la fidanzata di Dimebag Darrell, rispose ad una chiamata di Anselmo dicendo che lei lo avrebbe letteralmente decapitato se si fosse presentato ai funerali o avesse pregato sulla tomba del musicista. Infine, Anselmo decise di rispettare la volontà della famiglia di Dimebag e non si presentò il giorno della sua sepoltura. In memoria di Darrel, Zakk Wylde gli dedicò la sua canzone In this River, che aveva già scritto per uno dei suoi album.

Nel 2005 alcune riviste annunciarono la ricomposizione dei Pantera ma giunse presto la smentita ufficiale di Vinnie Paul: i Pantera non sarebbero mai più risorti.

[modifica] Stile ed influenze

Nonostante il loro stile più legato al sottogenere thrash metal, i membri della band citano come influenze musicali anche band heavy metal classico come i Black Sabbath. Infatti, come tributo, i Pantera hanno più volte registrato cover dei Black Sabbath, come nel caso di Planet Caravan (pubblicata in Far Beyond Driven) Electric Funeral, Hole in the Sky. L’affinità tra i Pantera e questa band si può notare anche in alcuni testi, come nella canzone Goddamn Electric, brano in cui viene citato anche il nome degli Slayer. Tra gli altri gruppi che hanno influenzato il quartetto texano, appaiono i Megadeth, i Metallica, gli Anthrax e gli Alice in Chains, questi ultimi molto amati da Darrell.

Senza categoria Giugno 24th 2011

Dream Theater

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I Dream Theater sono un gruppo musicale progressive metal statunitense, fondato nel 1985 a Boston da Mike Portnoy, John Petrucci e John Myung. Nonostante alcuni cambiamenti di formazione, i tre componenti originari sono sempre stati presenti nel gruppo fino all’8 settembre 2010, giorno in cui Mike Portnoy decise di lasciare la band.

Nati inizialmente col nome di Majesty, i Dream Theater sono diventati una delle band progressive di maggior successo commerciale degli anni novanta. La band è rimasta celebre negli anni grazie anche alla qualità dei suoi componenti e ai progetti esterni a cui hanno preso parte. Il chitarrista John Petrucci fu chiamato per sei volte come terzo componente dei G3, nel 2009 fu nominato come il “secondo miglior chitarrista metal di sempre” da Joel McIver nel suo libro The 100 Greatest Metal Guitarists e fu inserito nella lista “Top 10 Greatest Guitar Shredders of All Time” dalla rivista GuitarOne.[2] Mike Portnoy vinse invece 23 premi della rivista Modern Drummer ed è la seconda persona più giovane ad essere stata inserita nella Rock Drummer Hall of Fame, all’età di 37 anni. John Myung fu votato come The Greatest Bassist of All Time in un sondaggio di MusicRadar nel settembre 2010.

I loro dischi più venduti sono Images and Words (1992), che vinse il disco d’oro negli Stati Uniti e si piazzò alla posizione #61 della classifica Billboard 200, vendendo complessivamente 2 milioni di copie nel mondo[3], Awake (1994), che salì alla posizione #32, Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory, e Six Degrees of Inner Turbulence (2002), #46. Hanno venduto complessivamente 2.1 milioni di dischi negli USA ed oltre 10 milioni nel mondo.[4]

Nel novembre 2010 la band è entrata a far parte della Long Island Music Hall of Fame.[5]

Il primo nucleo storico dei futuri Dream Theater sorse nel 1985 nel Berklee College of Music di Boston, con la fondazione del progetto Majesty, a cui presero parte il chitarrista John Peter Petrucci e l’amico bassista John Ro Myung, assieme al batterista Michael Stephen Portnoy, tutti studenti dell’istituto. Successivamente furono inseriti nel gruppo anche il tastierista Kevin Moore e il cantante Chris Collins, i quali completarono di fatto la prima formazione del progetto.[6].

La denominazione del progetto fu scelta in seguito ad un commento di Portnoy sulla traccia Bastille Day dei Rush, definita dal batterista maestosa, traducibile in lingua inglese proprio con il termine “majestic”.[7]

Fin dagli esordi, il gruppo presentò forti influenze derivative dal sound di Queensrÿche, Kansas e Yngwie Malmsteen. Numerosi furono i concerti che la band tenne a Long Beach (New York), presentando in scaletta molte cover, alcuni pezzi propri (poi reperibili nelle demo dell’1985 e 1986, le Majesty demos, oggi in commercio) e assoli dei singoli componenti.

Il cambio di nome della band si rese necessario nel 1988, poco prima dell’incisione del primo album, per problemi di copyright: esisteva infatti già un gruppo di genere jazz chiamato Majesty[8]. Fu così che la band, su suggerimento del padre di Mike[6], cambiò nome in Dream Theater, il nome di un cinema di Monterey, in California.

Sempre nel 1988, Charlie Dominici entrò a far parte del gruppo come cantante, sostituendo Collins. Con lui la band registrò l’anno successivo l’album d’esordio When Dream and Day Unite, per l’etichetta Mechanic Records, con cui la band aveva firmato un contratto il 23 giugno 1988.[9]

Il disco presentò ancora forti ispirazioni all’opera di gruppi come Rush e Queensrÿche, entrambi noti per aver tentato di unire in un unico pacchetto sonoro elementi hard rock, heavy metal e progressive. Rispetto a questi esempi, tuttavia, i Dream Theater lavorarono su un rafforzamento delle sonorità, che appaiono di maggiore potenza e maggiormente intrise di arrangiamenti sinfonici e melodie dai richiami classicheggianti.

Tra i brani dell’album d’esordio, riscossero successo in particolare A Fortune in Lies, The Ytse Jam e Only a Matter of Time, poi divenute cavalli di battaglia delle esibizioni live del gruppo.
[modifica] L’avvento di LaBrie: Images and Words.

James LaBrie

Dopo alcuni concerti a sostegno di When Dream and Day Unite, che videro la band esibirsi anche a Rhode Island, New York,[10] il gruppo decise di licenziare Charlie Dominici dal ruolo di cantante e frontman. Dopo quasi due anni di ricerche, a ricoprire il posto vacante fu ingaggiato nel 1990 il cantante canadese Kevin James LaBrie.

Poco prima di pubblicare il secondo album, i Dream Theater cambiarono etichetta, abbandonando la Mechanic Records in favore dell’Atlantic Records. Nel 1991 i Dream Theater incisero Images and Words, poi pubblicato nel 1992. Questo album è tutt’oggi considerato uno dei primi esempi di progressive metal in senso compiuto, nonché uno dei dischi heavy metal più rappresentativi degli anni novanta.[11][12][13]

Lo stile di Images and Words presentò una rilettura in chiave metal del rock progressivo. Il riferimento fu soprattutto al progressive classico degli anni settanta (Yes, King Crimson, Pink Floyd), ma vi furono punti di contatto evidenti anche con esperienze successive (dai Rush al neoprogressive di gruppi come Marillion o IQ).

Da notare che nella canzone Take the Time fu inserita dalla band una frase in italiano, recitante:
« Ora che ho perso la vista, ci vedo di più! »

(citazione del film Nuovo Cinema Paradiso)

Questa citazione fu estratta dal film Nuovo Cinema Paradiso, nel quale a pronunciarla è il personaggio di Alfredo, un ex-proiezionista accecato dal fuoco di una pellicola.
Una nuova evoluzione: Falling Into Infinity

Infine, l’11 ottobre 2005 i Dream Theater riproposero l’album The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd.

Già nel 1993 i Dream Theater avevano proposto in concerto una reinterpretazione di Damage Inc., ottava e ultima canzone dall’album Master of Puppets dei Metallica, con ospite Mark “Barney” Greenway, cantante dei Napalm Death. Nello stesso concerto, suonarono inoltre insieme a Steve Howe, chitarrista degli Yes, effettuando un medley che riprendeva alcuni suoi classici come Machine Messiah, Heart Of Sunrise, Close To The Edge e terminava con Wurm (dall’album The Yes Album, terza parte del pezzo Starship Trooper). Assieme al cantante Steve Hogarth e al chitarrista Steve Rothery dei Marillion, eseguirono anche una reinterpretazione di Easter.

Serate di sole reinterpretazioni furono riproposte ancora ad Amsterdam, Londra, Buenos Aires, San Paolo e Tokyo (11 ottobre, 25 ottobre, 4 dicembre, 11 dicembre e 13 gennaio), oltre che il 15 gennaio durante lo show di Osaka. Dark Side of the Moon fu eseguito ancora il 25 ottobre a Londra.

Il 13 gennaio 2006 (Tokyo) e il 15 (Osaka), i Dream Theater eseguirono live l’album dei Deep Purple Made in Japan.

Nel 2009, con l’uscita del decimo album in studio Black Clouds & Silver Linings, la band si cimentò anche nella registrazione di 6 cover (rock, progressive e metal), presenti sul secondo disco dell’edizione speciale.

Da menzionare anche una performance live di Cemetery Gates dei Pantera a Dallas, in Texas, per commemorare la scomparsa di Dimebag Darrel, eseguita durante una data del Gigantour. In questa esibizione La Brie cantò le parti pulite del brano, mentre quelle più dure furono eseguite da Russell Allen dei Symphony X e Burton C. Bell dei Fear Factory. L’assolo fu suonato da Dave Mustaine dei Megadeth.
[modifica] Padri di un genere

I Dream Theater sono considerati il gruppo principale e di maggior riferimento della scena progressive metal e sono inoltre indicati tra gli inventori del genere. L’uscita dell’album Images And Words, nel 1992 è spesso menzionata come “data ufficiale di nascita” del progressive metal.

In realtà prima di loro vi erano stati già alcuni gruppi che avevano provato una commistione tra heavy metal e progressive rock. Stiamo parlando ad esempio di Rush, Queensrÿche, Fates Warning e Sieges Even. Il loro heavy metal, infatti, si presentava più sperimentale rispetto ad altri gruppi di quel periodo. Tuttavia, la loro musica era ancora basata prevalentemente sulle sonorità classiche del metal e solo per brevi tratti si concedeva a momenti di sperimentazione che tuttavia consistevano in semplici arpeggi di chitarra e melodie leggermente più delicate che solo in parte si rifacevano alla tradizione prog. La loro musica, per quanto più evoluta rispetto ad altri gruppi metal, non aveva ancora le caratteristiche per essere considerata vero e proprio progressive metal.

Solo con l’arrivo dei Dream Theater si arriverà ad una vera e propria fusione fra i due e solo dopo l’uscita di Images And Words la definizione progressive metal comincerà ad essere utilizzata ed altri gruppi adotteranno questa formula dando origine ad una nuova realtà musicale. Proprio per questo motivo i Dream Theater vengono designati come i padri del progressive metal.
[modifica] Origine del logo

Il simbolo del gruppo è lo stemma dell’anello di Maria Stuart di Scozia: raffigura la sua iniziale (M) incastonata con quella di suo marito, Francesco II di Francia (phi greco Φ).[36].

Il cuore in fiamme, simbolo del gruppo che compare su diverse copertine (Images and Words e Live at the Marquee), fu un’idea dell’allora tastierista Kevin Moore. Si tratta semplicemente di una replica del Sacro Cuore di Cristo. Il filo spinato rappresenta le difficoltà e gli ostacoli. Il cuore rappresenta forza e resistenza. Il fuoco, invece, viene a rappresentare passione ed energia.

Senza categoria Giugno 24th 2011

Megadeth

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I Megadeth sono un gruppo thrash metal Statunitense formatosi a Los Angeles nel 1983. Sono considerati tra i più influenti e significativi sviluppatori del thrash metal, insieme a Metallica, Slayer ed Anthrax.[3] Il gruppo è stato fondato da Dave Mustaine, unico componente rimasto della formazione originaria insieme a David Ellefson ed ex membro dei Metallica, da cui fu cacciato per il carattere litigioso e l’abuso di droghe. Nel corso della sua storia la band ha più volte cambiato stile musicale, passando dal thrash metal degli esordi ad un heavy metal melodico e poi, per un breve periodo, ad un hard rock dai contenuti industrial, ma negli ultimi anni ha riportato nel proprio sound parvenze di vecchie sonorità thrash. Hanno venduto più di 25 milioni di dischi in tutto il mondo.

Nel 1984, subentrano Gar Samuelson[9] alla batteria e Chris Poland alla chitarra, entrambi provenienti da un gruppo jazz/fusion chiamato “The New Yorkers”, e questa è la prima formazione ufficiale dei Megadeth. L’anno successivo, la band pubblica il suo primo album, Killing Is My Business… And Business Is Good! per la Combat Records. Il disco presenta tratti elaborati ricchi di elementi thrash, speed metal e punk, ma mostra le sue carenze a livello di produzione. Nell’album è presente la canzone “Mechanix” scritta da Mustaine ai tempi dei Metallica con il titolo “The Four Horsemen” (la melodia è praticamente identica, cambiano le parole). Il complesso, infatti, spende in droga metà degli 8,000 dollari concessi dalla sua etichetta per produrre l’album[6] e Mustaine è costretto a licenziare il produttore per mancanza di denaro e scegliere la strada dell’autoproduzione[10].

Tra le canzoni presenti all’interno del disco spicca una cover in versione speed metal del noto brano di Nancy Sinatra These Boots Are Made For Walking, che viene giudicata “vile ed offensiva” dal compositore Lee Hazlewood[senza fonte] e, dopo una causa legale, al leader dei Megadeth viene impedito di inserire il brano nella ristampa del 1995 e viene costretto a pagare delle royalties all’autore. Nel 2002 però, il problema viene aggirato inserendo dei “beep” all’interno della traccia.[6]

Nell’estate 1985, il gruppo intraprende il tour promozionale del disco in Canada e Stati Uniti, facendo da spalla agli Exciter. Chris Poland al termine del tour abbandona la band per poi ritornarvi già nell’ottobre dello stesso anno; durante la sua assenza, il turnista Mike Albert prende il suo posto[9]. Al suo ritorno, la formazione compone del materiale per il secondo disco, completandolo per marzo 1986, senza tuttavia restare soddisfatta del risultato finale, a causa di pochi mezzi economici forniti dalla casa discografica. Per questo motivo, i Megadeth decidono di lasciare la Combat una volta che si presenta l’occasione di firmare per la major Capitol Records.

La nuova casa discografica compra i diritti anche dell’album a cui la band sta lavorando, ingaggiando Paul Lani per effettuare un nuovo missaggio del disco, ed è così che nel novembre 1986, dopo oltre un anno dall’inizio delle registrazioni, arriva sul mercato Peace Sells… But Who’s Buying, considerato uno dei più influenti lavori di stampo metal e uno dei pochi realmente thrash[11]. L’album, inoltre, ottiene un notevole impatto sia nel mondo della critica, sia nelle vendite con oltre un milione di copie acquistate[12].

L’artwork del disco viene affidato ad Ed Repka, che fa esordire la mascotte della band, Vic Rattlehead. Anche se le tematiche riguardano per la maggior parte l’horror, Peace Sells…But Who’s Buying lascia intravedere in alcuni brani come Peace Sells anche un impegno politico dei ‘deth, nomignolo utilizzato dai fans della band, che non mancherà nemmeno nei lavori successivi. La title-track dell’album, ottiene subito buoni consensi, entrando prima nella rotazione musicale di MTV e successivamente tra le migliori quaranta canzoni metal dell’emittente VH1.

Nel mese di febbraio 1987, i Megadeth intraprendono una tournée, facendo da spalla ad Alice Cooper per il suo Constrictor tour: per Mustaine è un grande onore suonare con Cooper, uno dei maggiori idoli della sua giovinezza. A questo segue prima un breve tour di spalla ai Mercyful Fate negli Stati Uniti e un altro nella veste di headliner a fianco di Overkill e Necros[9]. L’eccessivo abuso di droghe e la scarsa attenzione sul lavoro da parte di Chris Poland e Gar Samuelson, tuttavia, spinge Mustaine a licenziarli dopo l’ultimo show del tour. I due vengono immediatamente sostituti dal batterista Chuck Behler, tecnico di Samuelson, e dal chitarrista Jay Reynolds, che fu subito sostituito da Jeff Young, suo maestro di chitarra, con il quale nel giro di sei settimane viene composto il nuovo album. Il leader dei Megadeth, inoltre, dichiara in un’intervista che Poland, per poter acquistare droghe, vendette parte della sua strumentazione; in risposta a ciò, Dave gli dedica la canzone Liar.[13]

Con questa nuova formazione viene registrato So Far, So Good… So What!, il terzo disco della band, che contiene grandi successi del gruppo come la cover dei Sex Pistols Anarchy in the U.K. e In My Darkest Hour. Quest’ultimo brano viene scritto da Mustaine per onorare la memoria di Cliff Burton, all’epoca bassista dei Metallica, morto in un incidente stradale nel nord Europa, durante la tourneè di Master of Puppets. Il testo, infatti, parla di una persona in punto di morte che resta sola, abbandonata dagli affetti femminili, una condizione che non di rado si ritrova nelle canzoni dei Megadeth, diretta conseguenza del carattere spigoloso di Mustaine. La produzione del disco, inoltre, si rivela molto tumultuosa a causa della tossicodipendenza del frontman[14] e per via del licenziamento di Paul Lani a causa di un missaggio non gradito per la batteria, sostituito da Michael Wagener, che si impegna a farne uno nuovo[14].

Nel giugno 1988, i Megadeth appaiono nel film documentario The Decline of Western Civilization part II: The Metal Years di Penelope Spheeris, che documenta la scena glam metal di Los Angeles. In seguito Mustaine dichiarò in un’intervista del 1991 che in quell’occasione la band fu accomunata a “un mucchio di band di merda”.

Il 6 marzo 2007 è stato pubblicato un DVD intitolato That One Night: Live in Buenos Aires (Nel quale partecipa al basso il turnista James McDonough, ex Iced Earth). Il live è stato filmato all’Obras Stadium di Buenos Aires durante il Blackmail The Universe Tour. Il 15 maggio 2007 è uscito il nuovo album intitolato United Abominations, descritto da Dave Mustaine con queste parole: “Adoro quest’album, è così duro che lo si potrebbe usare per tagliare il vetro!”. United Abominations continua il tema politico trattato dall’ album precedente, alternando capitoli trascinanti e duri (Play For Blood), ad altri non molto riusciti, risultando un album piacevole ma non fondamentale per la storia della band. Da notare la collaborazione della nostrana Cristina Scabbia, cantante dei milanesi Lacuna Coil, nel rifacimento di “A Tout Le Monde (Set Me Free)”.

Mustaine ha recentemente epresso grande apprezzamento verso il lavoro svolto da Cristina, e annunciato una possibile nuova collaborazione in chiave live tra i Megadeth e la cantante italiana[30]. Il leader del gruppo il 14 gennaio 2008 ha annunciato l’entrata nel gruppo di Chris Broderick, in seguito all’abbandono di Glen Drover. Successivamente è uscito il quarto greatest hits della band, intitolato The Anthology, un cofanetto con 2 cd contenenti i migliori successi del gruppo[31].

Nel 2009 la band intraprese un lungo tour europeo partecipando al “Priest Feast” con Judas Priest e Testament.[32] Il 18 giugno 2009, Dave Mustaine annuncia il titolo del nuovo album: Endgame il quale verrà rilasciato a settembre sotto la Roadrunner Records. Nel tour di Canadian Carnage, i Megadeth co-headliner insieme a Slayer, accompagnati da Machine Head e Suicide Silence, hanno fatto una preview di una delle nuove song del nuovo album: “Headcrusher”[33].

L’11 settembre venne pubblicato, per la Roadrunner Records, il nuovo album della band intitolato Endgame,capolavoro prodotto da Dave Mustaine ed Andy Sneap. Il disco, molto legato al thrash metal anni ’80,[34] ebbe un ottimo successo commerciale, diventato disco d’oro ed il brano “Head Crusher” venne nominato per i Grammy del 2010 confermando la definitiva resurrezione della Band . Il gruppo ha poi anche confermato la propria partecipazione al “Big Four Tour” con Metallica, Slayer ed Anthrax, reintegrando tra le proprie fila lo storico bassista David Ellefson. Attualmente i Megadeth proseguono il loro tour per celebrare il ventennale di Rust in Peace; nei vari concerti celebrativi, la band suona l’intero disco più alcuni pezzi del loro repertorio. Il concerto tenutosi al “Palladium” di New York, in cui la band ha registrato il tutto esaurito, è stato scelto per essere pubblicato in dvd, dal titolo “Rust in Peace: Live“; in Italia è stato distribuito il 21 settembre 2010. Recentemente è stato rilasciato un ulteriore singolo, chiamato Sudden Death; il pezzo è stato creato appositamente per il gioco Guitar Hero: Warriors of Rock, e la copertina del singolo raffigura la nuova immagine di Vic Rattlehead.

Senza categoria Maggio 28th 2011

Iron Maiden

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Al giorno d’oggi, il nome Iron Maiden è famoso in ogni parte del mondo. Dopo 20 anni e circa 50 milioni di album venduti, i Maiden sono ora considerati come la “classic” rock band in tutti i sensi: maestri moderni della forma di rock music piu’ emozionante, estrema e tecnicamente abbagliante – la pecora nera che viene chiamata heavy metal. Un genere, maideniano, inventato per gli anni Ottanta quando pubblicarono il loro primo singolo, lo scontro punk-metal “Running Free”, e il loro inesperto, rude album di debutto “Iron Maiden” nel 1980. Un genere che attualmente sta ancora una volta godendo di una grande rinascita mondiale, con i Maiden come sempre molto coinvolti.

A ridosso dei tardi anni Ottanta, i Maiden erano la band alla ribalta del “New Wave Of British Heavy Metal”- un fenomeno passeggero influenzato dai media – che li avrebbe lanciati nel world stage. “La gente ci ha sempre definiti punk- metal quando noi per primi abbiamo iniziato a fare recensioni (critiche) nei giornali di musica in Gran Bretagna”, ricorda con un malinconico sorriso Steve Harris, bassista e membro fondatore. “Ma io penso che fosse una parte da recitare, per il fatto che il nostro cantante di allora, Paul D’Anno, aveva i capelli lunghi e suonavamo in modo sfrenato. Risultavamo molto aggressivi. Ma questa non è mai stata realmente per me una cosa punk, quella era una cosa puramente metal. Noi facevamo morire di paura i punks”.

Nonostante non aver ricevuto nessuna particolare attenzione dai programmi radiofonici, “Running Free”, il loro primo singolo di debutto balzò nell’UK TOP 40. Quando poi alla band venne offerta la loro prima apparizione in “TOP OF THE POPS”, la più grande tv chart show del Regno Unito, i Maiden rifiutarono di partecipare a meno che fosse concesso loro di suonare dal vivo, cosa che nessun artista ha fatto a Top Of The Pops da quando i “The Who” demolirono lo studio durante un’ esecuzione della loro “Quadrophenia” hit, “5.15″, nel 1972. I dirigenti della BBC erano scettici ma alla fine cedettero e questa precocità fu ricompensata quando il loro album di debutto, “Iron Maiden”, fu pubblicato non molte settimane dopo e immediatamente irruppe nella classifica degli album del Regno Unito al numero 4!

Fu con questa attitudine di “non fare prigionieri” che la band iniziò ed è tutt’ora adottata, perché è servita loro così bene in tutta la loro carriera. Da allora, ognuno degli 11 studio albums e i 3 live albums che i Maiden hanno pubblicato, hanno avuto i più grandi successi nella top 10 sia a casa nel Regno Unito sia in più di 25 città intorno al mondo, includendo oltre 20 hit singoli, un fatto che a volte fa ignorare come così pochi di essi siano mai stati trasmessi in radio, e non meno di 5 milioni di album consecutivi venduti in America.

Lungo il cammino, nonostante numerosi cambi di schieramenti, l’essenza del “sound Maiden”, la voce tonante del basso, le chitarre fotoelettriche, i tamburi come pistole che crepitano, le voci come il ruggito del leone, è rimasta per fortuna invariata. Il loro secondo album “Killers” uscito nel 1981, ha visto per la prima volta la band suonare in America, Canada e Giappone. L’ album conquistò lo status di “band gold album” in tutto il mondo ma alla fine del tour il cantante Paul Di’Anno lasciò la band annunciando l’arrivo di Bruce Dickinson.

Il 1982 fu un anno che superò tutte le aspettative per il nuovo schieramento. Dopo un paio di show di riscaldamento con Bruce, la band entrò nel record con il leggendario album “The Number Of The Beast”. Questo risultato allontanò tutte le rivalità per entrare nella UK CHART al primo posto mentre il classico pezzo dei Maiden “Run To The Hills”, entrò per la prima volta al primo posto nella UK SINGLE TOP 10. Questo successo si rispecchiò in l’Europa e anche nelle classifiche in America. I faticosi 180 impegni, 8 mesi “Beast On The Road Tour” furono fondamentali per la band che eseguì degli shows in Australia e in Nuova Zelanda e successivamente si ritrovò davanti al primo “sold out” show negli Stati Uniti al New York Palladium anticipando cose prodigiose per il futuro Ancora una volta ci fu un incidente per la band con Clive Burr, il batterista, che andò via lasciando il posto a Nicko McBrain.

Immediatamente la band cominciò a lavorare su “Piece of Mind” che registrarono a Nassau nelle Bahamas. L’ album entrò nelle classifiche in UK al terzo posto, quando la band iniziò il loro “World Piece Tour” in UK. Come prima, non bisognava perdere il passo e i Maiden si ritrovarono a suonare per grandissime audience facendo il tutto esaurito in ogni luogo e raccogliendo più slancio in America con il loro primo, di molti , tour intitolato “Full Scale Arena”. “Powerslave” fu inciso a Nassau nel 1985. Lo “Slavery Tour” fu concepito per dare ai fans un massiccio show sul palco di luci e riproduzioni di Eddie, la mascot e icona enormemente popolare della band, ora trasformata da un piccolo mostro che cammina a un mostro meccanico alto più di 20 piedi. Il “groundbreaking” tour iniziò dietro le “Iron Curtain” in Polonia, e fu la prima volta che una grande band utilizzò una intera produzione western appunto dietro le “Iron Curtain”. Poi durante la terza settimana del tour, fu pubblicato l’album stesso, che arrivò dritto al numero 2 della classifica degli Album in UK.

La band si ritrovò ad avere buona fortuna con la vendita dei dischi in ogni parte, suonando al “Rock in Rio Festival” per più di 200.000 fans, facendo il tutto esaurito nella Radio City Hall a New York per cinque notti di fila (un malanno precluse le notti dall’essere sette) e per la prima volta il tutto esaurito per quattro notti consecutive al Long Beach Arena (capacità 13.000). Questo successo al Long Beach fu confermato dalla band con la successiva pubblicazione “Live After Death”, il primo doppio live album e video dei Maiden dallo stesso nome. Il live album si classificò al numero 2 e il video arrivò al numero 1 nelle classifiche video e vi rimase per molto tempo. Queste pubblicazioni sono ancora considerate da molti come uno dei migliori live albums/video di tutti i tempi. “Somewere In Time” fu pubblicato nel Settembre del 1986, questa volta registrato tra Nassau e Munich. Questo album ha segnato un leggero cambiamento nel loro stile con l’ inclusione, per la prima volta, dei keyboards ma in nessun modo sbiadì il classico stile Maiden. Il primo singolo dell’album “Wasted Years” pubblicato, ottenne la UK TOP 20 e fu un pezzo scritto sulla durezza dei loro precedenti tour. L’ album continuò ad essere d’ oro e di platino praticamente negli stati più grandi. Il live show fu uno spettacolo abbagliante. Le luci alte raffiguranti Eddie, un fondo scenico esagerato reffigurante un cyborg, come nell’illustrazione della copertina, il quale sollevava la band sul palco con le sue due mani e posizionava Nicko e la batteria verso il cielo all’ altezza della sua testa. “Somewhere On Tour” partì ancora nell’ Europa dell’ Est e incluse sei notti tutto esaurito all’ Hammersmith Odeon ancora una volta dopo aver trascorso la primavera del 1987 nel tour attraverso l’ America e finito in Giappone circa otto mesi dopo.

Nel 1988 uscì “Seventh Son Of A Seventh Son”, il primo e unico “concept album” dei Maiden. Questa non era l’ idea originale al principio ma durante la scrittura e in seguito alle prove sembrò che il materiale avesse un tema comune che era presente in ogni parte. Il primo singolo “Can I Play With Madness” si posizionò al numero 3 nelle classifiche dell’ UK e fu seguito da altri tre singoli dell’ album che conquistarono tutti la TOP 10, un’ impresa riuscita senza il supporto della Radio. Il “Seventh Tour Of A Seventh Tour” li vide suonare negli Stati Uniti. Il grandioso scenario del tour fu il titolo del leggendario “Monsters Of Rock Festival” al Donington Castle con il supporto degli amati Kiss, Dave Lee Roth, Guns N’ Roses e dai saldi compagni Halloween, essi suonarono per 107000 fans, record di tutti i tempi. Anche il “Monsters Festival” replicò il successo in Europa dopo il quale la band continuò in UK per completare il tour con uno show tutto esaurito all’ Arena di Wembley per due notti, al Birmingham NEC per due notti e all’Hammersmith Odeon per quattro notti.

La band aveva precedentemente deciso di cancellare tutto il 1989 comunque, impossibilitati a rimanere, Bruce e Adrian passarono il loro tempo registrando il loro primo album solista e il Novembre 1989 vide il gruppo di nuovo insieme per il lancio del “Maiden England” video. Nel Gennaio del 1990 fu a malapena iniziato il lavoro su “No Prayer For The Dying” album quando Adrian decise di lasciare la band, questo sarà il loro primo cambio di organico dopo circa sette anni. Bruce nel frattempo aveva lavorato durante la precedente estate con l’ex chitarrista dei “Gillan” e dei “White Spirit”, Janick Gers che dopo aver fatto un’ audizione fu invitato ad unirsi.

Il nuovo schieramento registrò l’ album in UK nello studio “Barnyard” di Steve Harris. Pubblicato il 1° di Ottobre, l’ album entrò al numero 2 della classifica UK. Questo album portò finalmente alla band il singolo alla posizione N.1 con “Bring Your Daughter to The Slaughter” appunto arrivato al numero uno per il Natale del 1990.

Il lavoro su “Fear Of The Dark” iniziò nei primi mesi del 1992 ed Eddie passò attraverso una trasformazione, per la prima volta l’ artista Derek Riggs non provvide alla copertina ma come alternativa la band prese ancora un’immagine più sinistra Melvin Grant. “Fear Of The Dark” fu il terzo album al N.1 e con un sofisticato show la band si mise in viaggio ancora una volta iniziando, questa volta, in Scandinavia. Ancora una volta capitò alla band l’opportunità di suonare a Donington. Lo show fu filmato e successivamente pubblicato in video mentre diversi altri shows del tour furono registrati per un possibile live album. Finito in Giappone in Novembre, la band tornò ignara di cosa si nascondeva dietro l’angolo…

Nel Marzo 1993 Bruce annunciò la sua partenza sostenendo di aver raggiunto un punto di saturazione con altri progetti e la band si mise a lavoro cercando un rimpiazzo durante un finale “Real Live Tour” con Bruce. La band visitò Mosca per la prima volta e ricevette un’amabile accoglienza e continuò il tour per completare 44 show dall’altra parte dell’ Europa. L’ ultimo show finale di Bruce fu uno spettacolare live pay-per-view teletrasmesso “Raising Hell” presenziato dal mago Simon Drake che eseguì orribili trucchi frammezzati da esibizioni live della band. Tutto ciò incluse un’ esibizione con la chitarra di Simon solo con il chitarrista Dave Murray con le mani tagliate e Bruce fatto decapitare!

Dopo un’ intensa ricerca Blaze Bayley dei Wolfsbane fu annunciato come la nuova voce dei Maiden. La band e Blaze si erano già incontrati quando i Wolfsbane parteciparono al tour dei Maiden nel 1990. Questa nuova collaborazione inizò lavorando sul cupo e fumante album “The X Factor”, ancora registrato allo studio di Steve ma con lo stesso Steve co-produttore con Nigel Green. L’ X Factour iniziò prima con il lancio dell’ album nell’ Ottobre 1995 con degli shows in nuovi stati come Israele e Sud Africa. Lo stesso album raggiunse il N.8 nella classifica degli album mentre la band continuò il tour comprendente Europa e UK, valorizzato dallo show della band al “Brixton Academy” prima di continuare attraverso l’ Europa dell’ Ovest, America, Gippone e facendo scalpore in altri grandi festival incluso il “Monster Of Rock” a San Paulo per 50.000 fans.

Il 1997 vide iniziare il lavoro con Virtual XI, di degna fama, il loro Undicesimo album. Delle immagini della copertina si occupò Melvin Grant raffigurante un ragazzo che guarda una partita di football attraverso una cuffia per la Realtà Virtuale mentre è circondato da Armageddon e Eddie. Questo fu un commento alla tecnologia che controlla tutto e la società interessata ne prende parte man a mano che ci avviciniamo al Millennio. Questo sentimento si rispecchiava anche nel materiale dell’ album con pezzi come “Futureal” e “When Two Worlds Collide”. Il tema del football fu portato a termine quando i Maiden, sempre con un grande numero di supporters di football, decisero di promuovere il lancio dell’ album con il loro “Football Tour”, essendo il 1998 l’ anno della Coppa del Mondo. La band si mise a lavoro mettendo insieme un team da sogno di professionisti del mondo come Gascoigne, Ian Wright, Faustino Asprilla, Marc Overmars, Patrik Viera e Stuart Pearce, grande fan dei Maiden. Un “Virtual XI Team” che, presenziato dai valorosi ex-England Terry Butcher, Tony Woodcock, Neil Webb e Paul Mariner, girò attraverso l’ Europa giocando partite contro squadre con nomi famosi come Anders Limpar in Svezia, Gentile e Altobelli in Italia e anche incontrando il grande Eusebio in Portogallo.

Il primo singolo “The Angel And The Gambler” caratterizzato da un meraviglioso video, vide la band posizionata in un computer interamente riprodotto nell’ ambiente, raffigurante Eddie nel suo nuovo aspetto con personaggi che appaiono in “Ed Hunter”, il futuro gioco per il computer. I successivi nove mesi “Virtual World Tour” li videro in Europa, Giappone, Nord America e alla fine in Sud America.

Gennaio ’99, la partenza di Blaze Bayley e il ritorno di Bruce Dickinson e Adrian Smith portano una nuova piega nella storia dei Maiden, ora sei “pezzi” con un formidabile impeto di tre chitarre.

Primavera ’99 viene rilasciato il videogame “ED Hunter” realizzato dalla Synthetic Dimension, a seguire in estate parte l’ED Hunter Tour con la nuova formazione, che raccoglie un grandissimo successo.

Maggio 2000 esce il nuovo attesissimo album “Brave New World” prodotto da Kevin Shirley e coprodotto da Steve Harris. L’album ha raccolto un ottimo successo piazzandosi nella Top 10. Anche i singoli hanno avuto un ottimo riscontro, si tratta di “The Wicker Man” rilasciato prima dell’uscita dell’album con relativo video, piazzatosi nella “Top 10″ dei singoli, e di “Out Of The Silent Planet” rilasciato dopo l’uscita dell’album anch’esso con relativo video filmato live durante il “Brave New World Tour”, che si è piazzato nella “Top 20″ dei singoli. A coronamento del grandissimo successo ottenuto a partire dalla reunion della band, il trionfale tour mondiale “Brave New World Tour” che si è concluso con gli Iron Maiden a capitanare la terza edizione del “Rock In Rio” in Brasile davanti a più di 250.000 persone e altri parecchi milioni di persone collegate via TV e via Internet, record assoluto per la band.

Il Metal attualmente sta godendo di una grande rinascita nel Mondo in popolarità e i Maiden saranno ancora una volta all’ avanguardia. E questo è il posto in cui essi intendono restare per molti anni a venire !

Heavy Metal Novembre 12th 2008

WHITESNAKE

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I Whitesnake sono un gruppo musicale hard & heavy fondato nel 1977 a Londra, Regno Unito.

Nati nel 1977, furono il progetto musicale di David Coverdale allo scopo di creare un sound originale nel panorama del rock e nel contempo di realizzare appieno le idee musicali del carismatico e dotato vocalist ex Deep Purple, vero ed unico filo conduttore di tutte le intuizioni e composizioni, con una band di eccellenza alle sue dipendenze, reclutata da lui stesso di volta in volta.

Coverdale richiamò a sé in varie fasi dell’origine e fondazione dei Whitesnake diversi membri dei Deep Purple, fatta eccezione per il suo antagonista Ritchie Blackmore. Persuasi dal suo ambizioso progetto gli ex Purple e numerosi altri strumentisti di primordine si adattarono al ruolo di comprimari dietro alla verve compositiva e di front-man di Coverdale. Tra il 1978 e il 1982 vi troviamo Jon Lord e Ian Paice (ex Deep Purple) e Cozy Powell (ex Rainbow). Anche Glenn Hughes, bassista insieme a Coverdale nei Deep Purple, apparirà sull’album Slip of the Tongue nei cori. Tre sono i brani dei Whitesnake del primo periodo che verranno modificati e riproposti in chiave decisamente “heavy” alla fine degli anni ’80 con nuovi innesti nella formazione. Si tratta di Here I Go Again e Crying in the Rain da Saints and Sinners riproposte in 1987 e Fool for your Loving da Ready an’ Willing riproposta in Slip of the Tongue.

Dopo i dissapori sfociati nella dissoluzione dei Deep Purple nel 1976, il cantante David Coverdale rifiutò l’invito di unirsi al trio degli ex membri Paice, Ashton & Lord[9] e decise di dare inizio alla carriera solista da una sua idea di perpetrare il sound duro dell’hard rock attraverso una variante, imperniata sul suo carisma vocale melodico, del grintoso stile heavy metal che si stava affermando proprio durante gli anni ’70. Il singer nel 1976 aveva tentato di reclutare il chitarrista degli Uriah Heep Mick Box per questo nuovo progetto, ma senza successo[3].

Coverdale poi collaborò con un suo vecchio collega Micky Moody (ex Juicy Lucy, Snafu, Frankie Miller) per assemblare una line up di session player. I musicisti coinvolti, oltre a Moody, furono il bassista dei Deep Purple Roger Glover, l’ex-bassista dei Juicy Lucy Deslyle Harper, il tastierista degli Snafu Tim Hinkley e Simon Phillips alla batteria[3]. Nel marzo 1977 Coverdale realizza l’album solista White Snake, nella piena esplosione del punk rock britannico. Questo disco era orientato su sonorità hard rock e R&B ed era stato composto durante il periodo in cui il vocalist militava ancora nella formazione dei Deep Purple[3]. La produzione venne infine affidata allo stesso Glover (già produttore di gruppi come Nazareth, Spencer Davis Group, Elf, Ian Gillan e Judas Priest[10]). L’impatto dell’omonimo ispirò Coverdale a formare una vera e propria band da questo progetto, e l’album solista successivo Northwinds, pubblicato nel 1978, includeva ancora una volta Moody, Glover, Phillips, ed in aggiunta l’ex batterista dei May Blitz Tony Newman, il bassista Delisle Harper, ed il bassista della Grease Band Alan Spenner. Lee Brilleaux dei Dr. Feelgood contribuì alle parti di arpa. Il disco fu nuovamente prodotto da Glover.

Coverdale fondò i Whitesnake come vera e propria band durante il dicembre 1977 ispirato dal nome del suo primo disco solista. Il frontman e Moody (quest’ultimo abbandonò definitivamente la band di Frankie Miller), decisero così di allestire una nuova formazione. La prima scelta della coppia cadde sul bassista Chris Stewart, che declinò l’offerta, optando per raggiungere proprio la band di Frankie Miller. Neil Potts partecipò alle audizioni come batterista, ma infine non venne arruolato. Finalmente la formazione venne composta dal bassista Neil Murray (ex Colosseum II, National Health), il chitarrista Bernie Marsden (ex UFO, Babe Ruth, Cozy Powell’s Hammer), l’ex tastierista dei Paladin e Snafu Pete Solley ed il batterista Dave Dowle[3]. Questa line-up intraprese una serie di date nei club britannici, con Brian Johnston (ex Streetwalker) a sostituzione di Solley. Tuttavia il primo concerto inaugurale della band, che avrebbe dovuto svolgersi il 23 febbraio 1978 al Nottingham Skybird Club, venne cancellato[3]. Un altro concerto, annunciato al London Dixieland Showbar il 27 febbraio, venne anch’esso annullato, cosicché i Whitesnake debuttarono il 3 marzo al Lincoln College Of Technology. Il tour di marzo prevedeva 10 date che però vennero poi portate a 18. Le date supportavano il debutto, un EP di 4 tracce intitolato Snakebite, che ottenne ottimi riscontri di vendite. Il primo concerto dei Whitesnake in Europa risale al 17 giugno al fianco degli Status Quo al “Alkmaar Pop 78 festival” nei Paesi Bassi[3].

Capitalizzato il successo con il debutto, il gruppo passerà alla pubblicazione del disco Trouble nel ottobre dello stesso anno, che vedeva incluso nella formazione il tastierista Jon Lord, già compagno di Coverdale nei Deep Purple. Il primo grande tour intrapreso dalla band nel Regno Unito avvenne in novembre, dove vennero supportati dai Magnum[3]. Nel febbraio 1979 la band debuttò in Germania, aprendo per i Nazareth. Durante quell’estate il gruppo partecipò ad ulteriori date in Germania come headliner, oltre a partecipare a diversi grandi festival al fianco di The Police, Dire Straits e Barclay James Harvest[3]. Fu proprio durante questa serie di date che venne presa la decisione di allontanare Dave Dowle. Verso la metà del tour, Coverdale contattò quindi il batterista dei Deep Purple Ian Paice, che acconsentì a collaborare nel progetto, ma venne annunciato ufficialmente una volta terminate le date in luglio[3]. Pare fu lo stesso Paice a confidare all’amico Mike Ralph che gli sarebbe piaciuto entrare nei Whitesnake, e una volta che Coverdale venne a conoscenza del fatto, lo contattò immediatamente[9].

Nel 1979, la pubblicazione del disco Lovehunter provocò l’ira delle femministe a causa della copertina, disegnata da Chris Achilleos, che ritraeva una donna nuda di schiena su un serpente enorme[3]. Anche negli States questa copertina provocò diverse polemiche. Tuttavia, questi eventi non servirono ad intimidire il gruppo britannico ed il primo concerto negli USA avvenne il 23 settembre in occasione di una sola esibizione al UCLA Royce Hall di Los Angeles. Il gruppo partecipò poi ad ulteriori tour nel Regno Unito, concludendo l’anno con il supporto dei Marseille.

Coverdale, dopo un’operazione alle corde vocali[9], tornò sulla scene mantenendo Murray e Sykes e arruolando il batterista Aynsley Dunbar[9] (ex Frank Zappa, Lou Reed, David Bowie, Journey, Jefferson Starship). Verso la fine del 1985 iniziano le sessioni per l’ottavo album, dove si assiste all’entrata del chitarrista olandese Adrian Vandenberg, proveniente dai Vandenberg, gruppo sciolto pochi mesi prima quell’anno. Durante questo periodo avvengono i non insoliti cambi di formazione, dove Sykes venne licenziato nell’agosto 1986, e sostituito da vari turnisti. Quest’ultimo fonderà successivamente un supergruppo chiamato Blue Murder, che vedrà il passaggio di diversi rinomati musicisti come Carmine Appice, Ray Gillen, lo stesso Cozy Powell e diversi altri. Successivamente Sykes intraprenderà la carriera solista. Il bassista Rudy Sarzo (ex Quiet Riot, Ozzy Osbourne) subentrò nel aprile 1987[13], mentre Tommy Aldridge (ex Black Oak Arkansas, Pat Travers, Ozzy Osbourne) prese il posto di Dunbar dietro i tamburi.

Dopo oltre un anno dall’inizio delle sessioni, il 10 marzo del 1987 vede la luce l’omonimo Whitesnake, prodotto da Mike Stone e Keith Olsen. Nonostante i recenti cambi di lineup, il disco era stato registrato da tutti gli ex membri, ovvero Sykes (con il contributo di Vandenberg), Neil Murray, Don Airey e Aynsley Dunbar alla batteria[3]. Più tardi, l’ex chitarrista dei Dio Vivian Campbell, coprì il ruolo di chitarrista solista. Nonostante Campbell non avesse suonato nelle sessioni del disco, apparì nella copertina del singolo di “Give Me All Your Love”, oltre ai videoclip di “Here I Go Again”, “Is This Love” e Still of the Night”[3]. In Europa l’album venne intitolato 1987, e vedeva la tracklist in un altro ordine con l’aggiunta di due tracce extra: “Looking for Love” e “You’re Gonna Break My Heart Again”; mentre in Giappone l’album venne invece intitolato Serpens Albus (che in latino significa “serpente bianco”, ovvero “white snake”). Non fu solo l’alto livello dei musicisti a rendere i Whitesnake un gruppo di spessore, ma anche il look, curato all’estremo[3]. In occasione dei video sembrò che la band puntasse più sulla loro immagine che sulla musica[3]. Coverdale, come il resto della band, si presentò con un nuovo look, fatto di capelli cotonati biondo acceso, costumi di scena pieni di fronzoli e lustrini ed altri elementi stilistici caratterizzanti soprattutto la scena degli USA. Questo omonimo infatti vedeva un cambio di rotta orientato pienamente sul mercato statunitense, ricalcando le tipiche caratteristiche delle hair metal band americane[14], non solo nell’abbigliamento apparescente e curato, ma anche nelle sonorità, più vellutate, melodiche, con atmosfere AOR ed una maggior presenza di power ballad. I primi accenni di questo cambiamento erano già avvenuti in passato con la pubblicazione della ristampa statunitense di Slide It In, dove era emerso l’obiettivo di rivolgersi al pubblico a stelle e strisce. Negli USA l’omonimo riuscì a vendere attorno agli 8 milioni di copie, raggiungendo la seconda posizione delle classifiche di Billboard[3], superando il suo predecessore Slide It In ed ottenendo ben otto dischi di platino. Nonostante questa rivoluzione stilistica, il disco conteneva buona parte delle tracce composte in collaborazione con Sykes, ed inoltre presentava tre vecchi brani del gruppo rivisitati, ovvero “Fool For Your Loving” (tratta da Ready an’ Willing) e “Here I Go Again” e “Crying in the Rain” (da Saints & Sinners). Un intensivo tour statunitense confermò la popolarità del gruppo. Coverdale sposò inoltre l’attrice Tawny Kitaen nel febbraio 1989[3]. La Kitaen giocò un ruolo importante nel accrescimento della popolarità dei Whitesnake, apparendo nelle copertine e in svariati videoclip della band[3]. Curiosamente l’attrice era stata coinvolta in precedenza in una relazione con il chitarrista Robbin Crosby dei Ratt[15]. I tour per il supporto del disco partirono al fianco dei Mötley Crüe e successivamente nel ruolo di headliner.

Nel 1988 Campbell lasciò il gruppo per divergenze musicali[9]. Coverdale non si scompose e si rivolse così all’ex chitarrista di Frank Zappa, David Lee Roth e Alcatrazz Steve Vai[3] per sostituirlo. Il gruppo si preparò quindi alle incisioni del nuovo album. Poco dopo l’entrata in sala, Vanderberg però accusò problemi di tendinite (pare a causa di esercizi pianistici[9]) e non potè partecipare alle sessioni, venendo così sostituito solo in occasione delle registrazioni da Kevin Russell[3]. Tuttavia il contributo di Russell infine non risultò nel disco. Il vecchio collega di Coverdale Glenn Hughes partecipò ai backing vocals[3]. Il nono album Slip Of The Tongue, pubblicato nel novembre 1989, ottenne anch’esso un un grande successo, apparendo nella top ten statunitense[3]. I Whitesnake vennero già in precedenza criticati per aver preso forse troppa ispirazione dai Led Zeppelin, e proprio in questo periodo le critiche si accentuarono, quando Gary Moore e Ozzy Osbourne registrarono un brano dal titolo di “Led Clones” che attaccava i cloni dei Led Zeppelin citando esplicitamente gruppi come Whitesnake o Kingdom Come[16]. Il brano venne inserito nel disco di Gary Moore After the War del 1989[.

Hair Metal, Hard Rock Novembre 10th 2008

Metallica

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I Metallica nascono nel 1981 a Los Angeles, tra i pioneri del thrash metal,hanno all’attivo oltre 100 milioni di copie vendute.Originariamente erano composti da James Hetfield alla voce e chitarra, Lars Ulrich alla batteria,Ron Mc Govney al basso,mentre alla chitarra solista si alternarono Brad Parker e Jeff Warner.La prima canzone registrata fu “Hit the lights” che vedeva alla chitarra Lloyd Grant che fu successivamente sostituito nello stesso anno da Dave Mustaine che più in avanti formerà un altro gruppo storico i thrashers Megadeth.Con Dave registrarono il primo demo dal titolo “No Life Til Leather“.La situazione del gruppo è piuttosto instabile viste le frequenti lite tra i componenti con Mustaine sempre coinvolto.Per questo motivo Mc Goveny lasciò la band.I Metallica non si sono persero d’animo,andarono subito alla ricerca di un nuovo bassista,poco dopo venne reclutato quello che poi sarà definito uno dei migliori bassisti mai apparsi sulla terra, Cliff Burton.Poco dopo l’inizio delle registrazioni Mustaine lasciò la band e venne sostituito da Kirk Hammett.Nel 1983 uscì il primo album della band “Kill’ Em All“. L’anno dopo vennero messi sotto contratto con la Elektra Records e rilasceranno il nuovo album “Ride The Lightining” che li impone tra i maggiori thrashers del momento e non solo.Ma è nel 1986 che i Metallica sfornano una pietra miliare della musica mondiale “Master of puppets“,che vendette oltre le 12 milioni di copie .Nello stesso anno purtroppo, il 27 settembre, morì il bassista Cliff Burton,schiacciato dall’autobus sui viaggiava la band per un tour europeo.L’evento negativo lasciò nello sconforto la band indecisa sul da farsi.Dopo la pausa di riflessione,nello stesso anno venne assunto Jason Newsted che a dire la verità venne quasi sempre bistrattato da gli altri componenti della band. Nel 1988 uscì “..And justice for all” altro album di grande spessore.Dall’album fu estratto il primo video della band “One“.Nel 1991 la band cambia registro, passa dal thrash metal al heavy/hard rock, pubblicando l’omonimo “Metallica” per lo più conosciuto come il “black album” prodotto da Bob Rock,fu un enorme successo commerciale.Dopo ben 5 anni i Metallica si ripresentarono con “Load” album lontano anni luce dalle sonorità iniziali,puntato più su un rock/blues.L’anno dopo è la volta di “Re-load” che continua sulle stesse sonorità del precedente.Nel 1998 esce il doppio album di cover “Garage Inc“.Nel 1999 entrano a far parte della “Walk of fame“.Nel 1999 esce “S&M” doppio album live con orchestra sinfonica diretta da Michael Kamen.Nel 2001 si sviluppò il contenzioso tra Napster e i Metallica,che portarono quest’ultimi ad un procedimento giudiziario.Nel 2001 Jason Newsted lasciò i Metallica,la band tra i vari problemi andò comunque avanti,tanto che nel 2003 venne pubblicato St.Anger.Nel frattempo era stato trovato il sostituto di Jason, Robert Trujillo che non fece in tempo a partecipare alle registrazioni di St.Anger, nel quale il basso fu registrato dal produttore Bob Rock.

Thrash Metal Ottobre 25th 2008